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Gianni Marti 16 aprile 2005
No al segreto militare, al Miramare il convegno sulle servitù militari
In sala ci sono alcuni giovani che dopo impegni militari si sono trovati costretti a combattere contro un nemico molto più forte di loro, la malattia


ALGHERO – “Sardegna Ritorno al Mondo Nuovo” questo il titolo del convegno che si è tenuto stamani presso il cinema Miramare di Alghero. Un incontro dedicato allo sviluppo di temi di attualità contemporanea e un momento di approfondimento e di riflessione nel tentativo di andare oltre i “misteri” che da circa cinquant’anni sono presenti nell’Isola.
Ad aprire i lavori, dopo l’introduzione dell’onorevole Simonetta Sanna, l’intervento di Falco Accame, presidente dell’Enavafaf (Associazione Nazionale Italiana Assistenza Vittime Arruolate nelle Forze Armate e Familiari dei Caduti), già presidente della commissione difesa della Camera dei Deputati e ricercatore operativo, il quale parla con fervore dei grandi misteri della Sardegna e delle giovani vittime dell’uranio impoverito. Una vicenda la cui principale vittima, ha detto Accame, è proprio la verità. In sala, a testimoniare che anche nei poligoni dell’Isola vi è l’uranio impoverito, ci sono alcuni giovani sardi che dopo impegni militari si sono trovati costretti a combattere contro un nemico molto più forte di loro, la malattia. Ne sono esempio i marescialli Diana e Pilloni, gravemente ammalati e costretti oggi a combattere per vedere riconosciuti i propri diritti di salute e assistenza, mortificati anche dalla cattiva interpretazione della legge sul risarcimento al personale di leva e di carriera in vigore dal 1981, per anni male interpretata, che ha impedito ai volontari di ottenere il giusto risarcimento. «Ciò che rende più pesante il tutto – conclude Falco Accame - è il segreto militare che spesso lascia morire senza conoscere la verità chi ha donato la propria vita per servire la Patria. E’ necessario garantire i principi democratici evitando di utilizzare il segreto per coprire le malefatte dello Stato».
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