«La politica delle passate giunte di centrodestra ha fatto sì che attualmente in Sardegna la spesa farmaceutica si aggiri intorno al 17 per cento del totale. Ma lo Stato, di concerto con le Regioni, ha imposto un tetto del 13 per cento»
CAGLIARI - «La Commissione Tecnica per l’Assistenza Farmaceutica non nascerà per mascherare consulenze con professionisti esterni ma per affiancare l’assessorato nel definire interventi che tengano sotto controllo la spesa farmaceutica in Sardegna». L’assessore regionale alla Sanità Nerina Dirindin risponde alle accuse dell’opposizione che mercoledì in Commissione Bilancio ha diffuso informazioni distorte sul nuovo organismo tecnico.
«La politica delle passate giunte di centrodestra ha fatto sì che attualmente in Sardegna la spesa farmaceutica si aggiri intorno al 17 per cento del totale. Ma lo Stato, di concerto con le Regioni, ha imposto un tetto del 13 per cento», spiega l’assessore Dirindin. Ogni sforamento viene sanzionato con un pesante taglio ai fondi ministeriali destinati alle Regioni. Per questo motivo è necessario istituire una Commissione tecnica che affianchi l’assessorato per predisporre un piano di intervento con l’obiettivo di contenere la spesa. «Le affermazioni dell’opposizione sono pretestuose e mirano solamente ad impedirci di riformare il sistema sanitario», prosegue Dirindin.
Anche le precedenti Giunte di centrodestra avevano istituito (curiosamente per due volte e con le identiche finalità) l’Osservatorio del Farmaco. L’8 luglio del 2002 si insediò quello voluto dall’assessore Oppi, il 23 aprile 2004 quello dell’assessore Capelli. «Ma quell’Osservatorio, che avrebbe dovuto riunirsi almeno una volta al mese, in due anni si è incontrata appena otto volte, e senza lasciare alcuna relazione di rilievo», continua l’assessore. «Infatti, nel periodo in cui ha lavorato, la spesa farmaceutica in Sardegna non ha avuto alcuna flessione, ma al contrario è salita. Era peraltro un Osservatorio composto da ben 23 persone, tra cui tre rappresentanti di Federfarma, otto sindacalisti, due dirigenti medici delle Asl, tre farmacisti, tre direttori sanitari e un farmacologo dell’Università. La Commissione Tecnica per l’Assistenza Farmaceutica sarà invece più snella e qualificata. Sarà composta da un massimo di dieci esperti in materia farmaceutica e avrà il reale obiettivo di proporre soluzioni per il contenimento della spesa e non quello di limitarsi ad avallare, come avvenuto in precedenza, le decisioni dell’assessore».
Oltre che contenere lo sfondamento del tetto di spesa, la nuova Commissione dovrà favorire il buon uso del farmaco e promuovere l’accesso a particolari terapie farmacologiche. A tal fine, proprio con il supporto della Commissione Tecnica per l’Assistenza Farmaceutica, la Regione predisporrà il Piano Regionale per il Farmaco, con l’obiettivo di garantire il progressivo miglioramento dell’assistenza farmaceutica e il riallineamento in tre anni della posizione della Sardegna rispetto ai parametri di spesa definiti in sede nazionale.
Il piano di interventi, da realizzare coinvolgendo direttamente le Aziende sanitarie, prevede anche l’analisi della spesa e del consumo di farmaci, con un monitoraggio che coinvolgerà dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta.
La Commissione sarà chiamata inoltre a definire nuove politiche di acquisto dei farmaci e dei presidi sanitari, ad estendere la distribuzione diretta dei medicinali tramite le strutture pubbliche e incentivare l’uso di farmaci generici, mentre verrà verificata l’appropriatezza delle prescrizioni e sarà revisionato e aggiornato il Prontuario Farmaceutico Ospedaliero Regionale.
Nella foto: Nerina Dirindin
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