Si tratta di un risultato di grande rilevanza, in quanto è la prima volta che la Regione e le cliniche concordano assieme non solo le tariffe ma soprattutto le regole di un rapporto che spesso è stato oggetto di polemiche e controversie
CAGLIARI - L’assessorato regionale alla Sanità e le case di cura private (rappresentate dall’Aiop Sardegna) hanno firmato ieri pomeriggio (9 febbraio) un accordo che ridisegna il rapporto tra il Servizio Sanitario Regionale e l’ospedalità privata, fissando criteri e modalità per l’anno 2005. Si tratta di un risultato di grande rilevanza, in quanto è la prima volta che la Regione e le cliniche concordano assieme non solo le tariffe ma soprattutto le regole di un rapporto che spesso è stato oggetto di polemiche e controversie.
L’obbiettivo dell’accordo (sottoscritto dall’assessore regionale alla Sanità Nerina Dirindin, dal direttore generale dell’assessorato Mariano Girau, e dal presidente di Aiop Sardegna Piero Bua) è quello di contenere la spesa e migliorare l’appropriatezza delle prestazioni. Per l’anno in corso le parti hanno individuato un budget di 98 milioni di euro, con la previsione di una oscillazione ammissibile del due per cento.
«In Sardegna la spesa per la sanità privata è relativamente contenuta - spiega l’assessore Dirindin - ma questo accordo è ugualmente importante perché impone una logica di contenimento della spesa attraverso la fissazione di volumi di attività e tetti di spesa. Ci sono finalmente regole chiare, condivise a priori, nell’interesse reciproco. Quest’accordo sarà un modello anche per le strutture pubbliche ».
Questo invece il commento da parte dei rappresentanti delle case di cura: «Dopo anni di gravi sofferenze, caratterizzati dalla mancanza di regole certe e da gravissimi ritardi da parte delle Asl nei pagamenti, l’Aiop esprime un parere positivo sull’accordo raggiunto ed auspica che venga attuato tempestivamente. È opportuno evidenziare che la sottoscrizione accordo determina per l’Aiop, per l’anno 2004, la rinuncia a spettanze economiche rispetto alle prestazioni effettivamente erogate dalle case di cura a favore del Servizio Sanitario Nazionale. Consideriamo il 2005 come anno di transizione, al termine del quale, con reciproco accordo, si potrà provvedere ad una rinegoziazione dei termini economici e delle ulteriori collaborazioni, strategiche per la sanità in Sardegna».
Il budget sarà articolato tra le diverse case di cura secondo modalità da concordare in sede regionale con le Aziende Asl di riferimento. Le Aziende, da parte loro, dovranno stipulare i nuovi contratti mantenendosi entro il tetto complessivo. Nel caso di sfondamento del budget, si applicheranno dei meccanismi di regressione tariffaria. La Regione, da parte sua, si impegna a garantire i pagamenti alle cliniche da parte delle Asl entro sessanta giorni.
Nell’accordo è prevista anche la riqualificazione dell’attività delle cliniche private e il corretto inquadramento delle prestazioni, con la riduzione del tasso di ospedalizzazione, cresciuto lo scorso anno del 7,36 per cento.
Regione e case di cura hanno concordato alcuni obiettivi di interesse regionale. Essi sono la partecipazione al contenimento del tasso di ospedalizzazione, il potenziamento del day surgery, l’appropriatezza della casistica trattata, la flessibilità nell’utilizzo dei posti letto e la riduzione dei ricoveri ripetuti nell’anno.
L’accordo prevede anche due ulteriori obiettivi il cui raggiungimento, qualora dovesse dar luogo ad uno sfondamento del budget, non comporterà l’applicazione dei meccanismi di regressione tariffaria. Essi sono il potenziamento di specifiche attività chirurgiche e la progettazione di percorsi ambulatoriali, da concordare con la Regione.
L’accordo impegna anche le parti ad attivare e incrementare i posti letto in day hospital e day surgery, a utilizzare posti letto per la riabilitazione e la lungodegenza. I risultati della nuova regolamentazione saranno monitorati trimestralmente da una commissione paritetica regionale prevista dallo stesso accordo.
Nella foto: Nerina Dirindin
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