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Red 3 settembre 2010
Bollo auto
Berlusconi promise di abolirlo
Dura nota dell´Associazione per i diritti degli utenti e consumatori sulle innumerevoli promesse mancate del primo Ministro italiano


ALGHERO - Aboliremo il bollo su auto, moto e ciclomotori. Lo promise il candidato a premier Silvio Berlusconi l'11 aprile del 2008, due giorni prima delle elezioni politiche (12-13 aprile 2008), nel corso della trasmissione televisiva "Matrix". "Via il bollo a metà legislatura" specificò Berlusconi. Ebbene siamo a metà legislatura e di abolizione del bollo non se ne parla più. Tornando indietro nel tempo ricordiamo altre promesse non mantenute: ridurre le tasse a due sole aliquote al 23 e al 33%. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, lo aveva "immaginato" nel 1994; nel frattempo sono passati 16 anni.

Lo aveva ripetuto, in occasione della campagna per le elezioni politiche del 2001, sottoscrivendo, nel corso della trasmissione televisiva "Porta a Porta" (Rai), un "contratto con gli italiani", formalizzato dalla presenza di un notaio. Nel frattempo sono passati 9 anni. E' bene ricordare che il sogno del '94 non fu realizzato e il contratto del 2001 non fu rispettato, nonostante la lunga permanenza del governo Berlusconi, ben cinque anni, il più duraturo nella storia della Repubblica italiana e con una maggioranza parlamentare mai vista prima.

Oggi si proietta lo stesso film, già visto, che potremmo titolare "Le promesse mancate". Eppure gli italiani ci avevano creduto accordando la fiducia, cioè il voto, a chi le faceva con ampi consensi elettorali. «Si dirà che l'attuale situazione economica non consente un aggravio delle casse dello Stato di 4 miliardi di euro. Già - si domanda Primo Mastrantoni, segretario Aduc - ma la situazione del nostro debito e deficit non era già nota. Vero è che c'e' stato il crollo del comparto finanziario mondiale ma, ci domandiamo, come si fa a promettere drastiche diminuzioni delle tasse senza sapere quale tunnel si imbocca? Noi vorremmo che le promesse fatte fossero mantenute. Soprattutto dai nostri governanti».
Commenti
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