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Stefano Idili 19 novembre 2004
La scuola di volo non chiude
La scuola dell’Alitalia, che nell’arco di ventiquattro anni ha formato oltre 1000 piloti, sta passando un periodo di crisi, ma per il momento non si prospettano licenziamenti


Dal bailamme di voci che da qualche giorno rimbalza su diversi mezzi di informazione, apparirebbe prossima la chiusura della scuola di volo Alitalia di Alghero che oggi occupa 25 persone. La conseguenza più grave ed imminente sarebbe il licenziamento dei lavoratori, le cui procedure, secondo alcuni, dovrebbero già da oggi essere attivate. Ma i dipendenti Alitalia, con ovvia cognizione di causa, hanno manifestato la loro insofferenza relativamente a queste notizie e contro chi, secondo loro, sta speculando sulla vicenda. «Nessun procedimento di chiusura e nessuna lettera di licenziamento ci è pervenuta –affermano fonti interne alla scuola di volo– qualcuno sta millantando su questo argomento per creare una situazione di disagio all’interno della scuola di volo, ma non se ne capisce il motivo». Ovviamente, come le stesse fonti confermano, la scuola di volo non passa un bel momento. Infatti la necessità di assumere nuovi piloti da parte della compagnia nazionale di bandiera è notevolmente calata, di conseguenza anche la scuola di volo di Alghero ha subito un rallentamento nei propri piani di produzione, rientrando, quindi, in un progetto nazionale di cassa integrazione e mobilità. Infatti il numero di dipendenti dell’Alitalia, che attualmente potrà subire una riduzione, si aggira intorno ai 3500, ma come si evince dai numerosi incontri fra i politici nazionali e i vertici della compagnia, si sta cercando una soluzione che eviti di creare un numero elevato di cassa integrati. «Quello che sicuramente ci attendiamo, ma anche su questo non ci sono ancora certezze, è che all’interno della linea di tagli del personale e della riprogettualità dell’Alitalia rientri anche la scuola di volo. Ciò potrà comportare che per febbraio o marzo prossimo alcuni di noi, probabilmente quelli che hanno maturato una maggiore anzianità, saranno avviati alla cassa integrazione e qualcun altro alla mobilità. Cose ben diverse dall’essere licenziati –aggiungono i dipendenti– In ultima analisi si deve sottolineare che, qualora l’azienda attivasse nuovi contratti grazie all’assegnamento di nuove linee, si creerebbe l’immediata necessità di formare nuovi piloti, facendo aumentare la produttività della nostra azienda ed evitando così anche la messa in mobilità di molti dipendenti». In conclusione la situazione è ancora aperta ed il tutto è ovviamente collegato alle sorti nazionali dell’Alitalia. Ma come hanno esplicitato i dipendenti, dopo gli incontri con i sindacati ed i vertici della compagnia, non si parla né di chiusura né di licenziamento, ma eventualmente di un periodo difficile che dovrà essere superato cercando di trovare le migliori soluzioni per tutte le parti in causa.
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