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Red 17 marzo 2010
Morti bianche: +30,5% in Sardegna
Audizioni nella commissione d’inchiesta sulla sicurezza sul lavoro. Sentiti i rappresentanti di Cgil Cisl e Uil.


CAGLIARI - 36 incidenti mortali. Tre al mese, con un incremento, rispetto al 2008 del 30,5%. Diminuiscono, invece, gli altri infortuni che, nell’anno appena concluso, sono stati 17.013, 900 in meno rispetto all’anno precedente. In Sardegna si verificano 60 infortuni al giorno, 2,5 ogni ora. Sono alcuni dei dati illustrati a Cagliari dai rappresentanti di Cgil (Marinora Di Biase), Cisl (Giovanni Matta) e Uil (Terenzio Calledda) durante l’audizione davanti alla commissione d’inchiesta sulla sicurezza sul lavoro, presieduta da Francesco Sabatini (Pd).

I sindacati hanno fatto un’analisi dettagliata della scarsa sicurezza che esiste nel mondo del lavoro in Sardegna. «Esistono due problemi – ha detto Marinora Di Biase della Cgil – l’inefficienza della Regione e l’incapacità di fare azione di coordinamento». Per i sindacati è necessario diffondere la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro, fare formazione, inserire norme che premino le aziende che puntano sulla sicurezza, inserire nei programmi scolastici anche materie come il valore della vita nel mondo del lavoro.

Perché ormai gli infortuni sono sempre più numerosi. I settori più a rischio sono quello edile, quello metalmeccanico, il turismo e il settore domestico. «Un’altra caratteristica della Sardegna – ha detto Giovanni Matta della Cisl – è che la stragrande maggioranza degli incidenti mortali si verificano in itinere, cioè si muore sempre più spesso raggiungendo il luogo di lavoro». Per Matta è importante il coordinamento tra soggetti che operano nel settore e che, spesso, neanche interagiscono fra loro. «Oggi in Sardegna – ha detto Matta – la politica del lavoro è un optional. Tanto è vero che tra 496 aziende monitorate ben 400 non sono in regola».

Quindi, maggiori controlli, più prevenzione ma soprattutto l’applicazione delle norme che ci sono ma che non vengono rispettate. Per Terenzio Calledda della Uil è importante rilanciare la cultura della legalità attivando tavoli di concertazione, creando una banca dati comune, sviluppando la massima trasparenza nel mondo del lavoro. Il presidente della commissione Sabatini ha sottolineato che è necessario applicare al meglio le normative esistenti. «Nel svolgere il compito che il Consiglio ci ha affidato – ha aggiunto – oltre alla relazione che presenteremo, intendiamo svolgere un ruolo di stimolo nei confronti degli assessorati alla sanità, al lavoro e all’industria per attuare quel coordinamento che è ormai necessario».
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