È questa la clamorosa decisione presa ieri dalla commissione ministeriale Finanze della Camera dei Deputati. Pesanti ripercussioni in circa 500 enti pubblici tra cui Alghero
ALGHERO - E' ufficiale, Tributi Italia cancellata dall’albo dei riscossori. È questa la clamorosa decisione presa ieri dalla commissione ministeriale Finanze della Camera dei Deputati, che ha deciso il destino della società con sede a Chiavari e 1.028 dipendenti (tra assunti e collaborazioni) in giro per l’Italia. La società che è sull'orlo del fallimento, annovera circa 89 milioni di debiti e gestisce l'attività di circa 500 enti pubblici (tra cui il comune di Alghero).
Il primo a non nascondere la gravità della situazione è il fondatore Giuseppe Saggese, che parla apertamente di disastro: Ci impediscono di lavorare e di portare a termine quel piano di rientro, che era stato invece accolto dalla magistratura, dichiara, ci attendevamo una scelta diversa (il tribunale aveva, infatti, dato una sospensione fino al 26 gennaio). In una lettera inviata sempre nella giornata di ieri al Dicastero dell'Economia, Tributi Italia comunque, si riserva la facoltà di chiamare in causa il ministero per i danni arrecati illecitamente.
Alghero. Tra le prime delicate conseguenze della cancellazione della società dall'albo riscossori, oltre al probabile licenziamento dei dipendenti, c'è l'organizzazione gestionale delle entrate dei Comuni, tra i quali quello algherese. Dopo lo smantellamento della Secal e del suo consiglio d'amministrazione, infatti, è probabile che la società partecipata dal comune catalano non sia in grado di organizzarsi in tempo per evitare la prescrizione di numerosi mandati di pagamento pendenti. Perfino la nuova sede algherese della Secal, risulterebbe intestata alla Tributi Italia.
Nella foto: la sede Secal di Alghero
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