Anomala vicenda in via Vittorio Emanuele ad Alghero, dove un Giudice di Pace, perché impegnato in udienza, giustifica sul cruscotto dell'auto parcheggiata regolarmente sul marciapiede, il proprio disimpegno a cercare un normale parcheggio
ALGHERO - Storie italiane, e algheresi. Se non ci fossero le immagini a testimoniarlo, probabilmente, non si arriverebbe ad immaginare l'anomala scena che, da tempo, si vede in via Vittorio Emanuele ad Alghero. All'incrocio con via IV Novembre, proprio di fronte al carcere cittadino, è ubicata la sede del Giudice di Pace; tre Giudici fino a quando il comune non ha deciso di ricusare Gaddeddu. Attualmente esercitano in due: Caria e Cossu.
La zona della città è densamente trafficata, soprattutto la mattina, con decine di attività commerciali, bar, il carcere, e anche i parcheggi latitano (come del resto in gran parte dei quartieri). Ma mentre decine di commessi, impiegati e imprenditori "sprecano" preziosi minuti alla ricerca di un giaciglio dove parcheggiare l'auto, per il Giudice, nessun problema: "Giudice di Pace in udienza", e macchina sopra il marciapiede (
nella foto di un lettore).
Il cartello, studiato a tavolino e battuto addirittura al computer, "scagiona" evidentemente dall'infrazione, anche perché dal Giudice di Pace sfilano quotidianamente Vigili Urbani per procedimenti che riguardano multe e infrazioni al codice della strada. A questo punto c'è da chiedersi quanti lavoratori hanno sostato (anche solo qualche minuto) in zone non consentite rimediando multe, e quanti di questi si siano poi rivolti allo stesso Giudice che magari non ha riconosciuto loro il "diritto al lavoro".
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