Incontro con la terza Circoscrizione di Sassari per presentare la struttura situata in Via Perantoni Satta, che offre una serie di servizi “preziosi” che vanno dall’accoglienza all’ascolto e orientamento
SASSARI - Drop in cos’è, cosa offre, a chi si rivolge e come si accede. Sono stati questi i punti salienti che nei giorni scorsi la responsabile del Serd, Danila Grazzini, la responsabile dell’area riabilitativa del Serd, Maddalena Guisu e i rappresentanti del Consorzio delle cooperative Andalas de Amistade che, in collaborazione con il Serd, gestiscono la struttura di Via Perantoni Satta in città, hanno affrontato e illustrato ai consiglieri della Terza Circoscrizione.
Il drop in – è stato spiegato – è uno spazio di accoglienza a bassa soglia dove chiunque può accedervi gratuitamente; un luogo in cui sostare, essere ascoltati e che aiuta a ridurre la fatica di “vivere” in strada. Nasce quindi come luogo di "tregua" dalla strada per soggetti che in città vivono in situazioni di grande marginalità o che per la strada trascorrono gran parte del proprio tempo, in condizioni di assoluta precarietà, come ad esempio i tossicodipendenti, ma non solo.
La struttura di Via Perantoni Satta 8/a (telefono 079 56.21.544) resta aperta tre giorni alla settimana, lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9 alle 12, e offre una serie di servizi “preziosi” che vanno dall’accoglienza all’ascolto e orientamento, quindi ancora dalla consulenza legale e lavorativa al ristoro (colazione merenda, lavanderia, docce e igiene personale). Gli utenti che accedono al drop in, oltre a momenti di intrattenimento, come la lettura dei giornali, comunicare, o ancora lo spazio per “riposare”, per consultare internet, hanno la possibilità di ricevere informazioni sull’attività di prevenzione, distribuzione materiali informativi sull’uso sostanze, sulla prevenzione dell’overdose, quindi HIV e malattie sessualmente trasmissibili, epatiti, attività di gruppo in materia di stili di consumo e comportamenti a rischio. Inoltre possono ricevere assistenza sanitaria e medicazioni semplici.
La finalità è quella di contribuire alla tutela, al mantenimento, e al miglioramento della qualità della vita delle persone. «Si tratta di un servizio dedicato – ha detto Danila Grazzini – che deve raggiungere chi ha veramente necessità. Si è già sviluppato un efficace passaparola tra gli utilizzatori e i potenziali utilizzatori, soprattutto anche grazie alla collaborazione con enti come la Caritas, dove i fruitori del drop in si recano per consumare i pasti». Al momento gli accessi più numerosi risultano essere quelli dei tossicodipendenti.
«Sono molto soddisfatta – ha sottolineato Paola Careddu, presidente della Terza Circoscrizione – una iniziativa positiva che consente di accogliere quei soggetti che nella nostra Comunità non si sento accolti». «Per accedere al drop in – hanno sottolineato gli operatori di Andalas – bisogna averne voglia. Durante l’orario di apertura si può venire in qualsiasi momento e tutte le volte che si vuole. Tutto quello che il drop-in offre, garantendo la riservatezza e la privacy, è assolutamente gratuito. L’unica richiesta che viene fatta è di rispettare le regole del drop in».
L’incontro è servito inoltre per dare una descrizione dettagliata dei servizi offerti dal Serd aziendale oltre che per illustrare le attività di prevenzione, cura, riabilitazione, di alcologia e psicoterapia che vengono svolte dagli operatori della struttura di San Camillo e di quelle di Via Monte Grappa e Via Zanfarino. Durante la riunione, sull’argomento drop in e dipendenze in generale, sono intervenuti anche i consiglieri Luca Taras, Pierpaolo Bazzoni, Bruno Deffenu, Pietro Manchia, Anna Mura e Maria Antonietta Virdis.
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