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S.A. 22 ottobre 2009
Torre Aragonese, bando per i lavori
Il sindaco di Porto Torres Luciano Mura si affida ad un bando regionale che dovrebbe coprire 350mila euro, rispetto ai 500mila della spesa complessiva necessaria per i lavori di restauro


PORTO TORRES - «L’imponente struttura innalzata dall’ammiraglio Carroz nel 1325 a difesa dell’accampamento dei soldati aragonesi che avevano occupato la cittadina, tornerà a ricoprire il ruolo che le spetta, quello di vedetta, attrazione e simbolo silenzioso della città». A dichiararlo è il sindaco di Porto Torres Luciano Mura che si affida ad un bando regionale che dovrebbe coprire 350mila euro, rispetto ai 500mila della spesa complessiva necessaria per i lavori.

La decisione di proporsi al bando, è una delle numerose iniziative che l’amministrazione comunale guidata dal primo cittadino Luciano Mura ha voluto inserire nella programmazione triennale delle opere pubbliche necessarie e rientra a pieno titolo nell’ottica della riorganizzazione urbanistica volta a migliorare il decoro ed i servizi. L’inizio degli interventi, se il finanziamento andrà a buon fine, è previsto per il 2011, ma i responsabili dell’ufficio tecnico pensano di riuscire ad affidare i lavori già nel prossimo anno.

Quella di Porto Torres è una delle pochissime torri a pianta ottagonale ed era in comunicazione di giorno e di notte con altre cinque postazioni disseminate lungo i punti strategici del Golfo dell’Asinara. Sulla sommità della struttura, alta circa 16 metri, per tanto tempo agli inizi del secolo è stato in funzione il faro che segnava la via per i naviganti, un altro esempio di come nel corso degli anni la torre abbia svolto diversi ruoli per la città, fino all’epoca più recente in cui i locali interni vennero di fatto abbandonati e lasciati aggredire dal passare degli anni.

Stessa sorte è stata riservata alle mura esterne, ricoperte negli anni ’80 da uno strato di intonaco che diede alla torre l’aspetto poco dignitoso che in tanti definivano ironicamente “da silos” anche se la funzione che doveva svolgere era quello di protezione in attesa di un restauro più appropriato. In pratica però nessun intervento fu portato avanti tanto in tempi brevi, tanto che si è dovuto attendere fino ad oggi. L’amministrazione comunale vuole con questa richiesta di finanziamento, effettuare un restauro conservativo profondo e definitivo in modo da renderla nuovamente fruibile e gradevole come attrazione turistica. L’obiettivo è quello di renderla adatta ad ospitare il centro servizi a disposizione dei turisti che vorranno visitare i siti archeologici e monumentali della città.

I danneggiamenti maggiori alla superficie sono da imputare alle intemperie, alle aggressioni salmastre ed alla presenza di muschi e altre formazioni vegetali che con le loro radici si sono insinuati tra le pietre. I lavori prevedono inoltre la sostituzione degli infissi di scarsa qualità e delle scale di accesso installati negli anni ’60 ed ormai praticamente inutilizzabili perché deteriorati dal tempo. Le tecniche che verranno utilizzate per le opere di restauro saranno le più moderne. Si inizierà con un rilievo georadar esterno, dunque si passerà ad un indagine termografica della superficie per individuare gli eventuali distacchi e discontinuità nella muratura, verrà infine fatta una misurazione dell’umidità e diverse prove meccaniche.

Una volta portate a termine le verifiche si partirà con la demolizione dell’intonaco esterno ed interno fino al vivo della muratura con tutte le cautele del caso, con particolare attenzione ad eventuali ritrovamenti, questa opera riguarderà anche le connessioni degli elementi in pietra. Le superfici verranno poi ripulite con una macchina a pressione senza l’utilizzo di prodotti chimici. Le parti cadenti verranno rimosse e ricollocate secondo il modello originale.

Nella foto: La Torre Aragonese di Porto Torres
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