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Red
16 ottobre 2009
Marco Tedde: «la Muraglia alla città»
Restituita alla città una parte della muraglia. Continuità da Piazza Porta Terra a Piazza Pino Piras. E´ la risposta dell´amministrazione comunale alle accuse del consigliere regionale Sechi. L’intervento integrale

ALGHERO - Restituita alla città una parte della muraglia. Continuità da Piazza Porta Terra a Piazza Pino Piras. E' la secca e articolata risposta dell'amministrazione comunale alle accuse del consigliere regionale Sechi. L’intervento integrale.
L’intervento in atto nell’ambito del progetto di riqualificazione del complesso Lo Quarter non sta causando alcun “attentato al patrimonio storico della città”. Al contrario, le opere che si stanno eseguendo nella parte storica di Alghero hanno tra gli obbiettivi primari proprio il mettere in evidenza parti finora nascoste da interventi successivi, di epoca recente, alle costruzioni delle antiche mura. I lavori consentiranno di portare alla luce la continuità e la bellezza della muraglia tra la Piazza Porta Terra e la Piazza Pino Piras. L’abbattimento non ha riguardato neanche una pietra di quelle facenti parte della muraglia cinquecentesca. Il muro, infatti, fu realizzato dal Comune di Alghero per dividere il cortile della Caserma dei Carabinieri dallo spazio dell’officina comunale. Che la parete recentemente abbattuta non facesse parte dell’antico bastione è visibile anche per i meno esperti di storia della città: basta poco, infatti, per notare che il “tramezzo” era stato unito, appoggiato, alla muraglia. Un corpo assolutamente estraneo al contesto, quindi. Ma oltre alle spiegazioni basate sulla logica basterebbe anche sapere che un progetto di questa valenza, predisposto tra l’altro da valenti professionisti di fama nazionale e internazionale, necessita del vaglio attentissimo della Soprintendenza ai Beni Storici e Ambientali. Stupisce, per questo motivo, che il Consigliere regionale Sechi, ex Sindaco di Alghero, non abbia dimostrato sufficiente senso di responsabilità per documentarsi in maniera compiuta prima di lanciare accuse tanto fantasiose quanto infondate. Anche il resto dell’operazione sul Quartiere di San Michele ha l’obbiettivo di valorizzare il nostro patrimonio storico, e appaiono oltremodo fuori luogo le accuse di “snaturare e falsificare la storia della città”. L’antico Collegio dei Gesuiti è oggetto di un recupero di altissima qualità che prevede la messa in evidenza degli interventi di restauro, in maniera che sia ben visibile l’opera di conservazione attuata in tempi recenti. Deve distinguersi dalla progettazione architettonica e deve recare il segno della nostra epoca. In caso contrario, come parrebbe voglia suggerire Sechi, si tratterebbe di un falso.
Nella foto: Marco Tedde
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