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Sergio Ortu
17 settembre 2004
Ospedale Civile, è ancora emergenza
I letti non sono mai sufficienti e in diverse occasioni i pazienti sono costretti a sostare provvisoriamente al centro degli stanzoni o in corsia

E’ sempre emergenza nel reparto di medicina dell’ospedale civile. I letti non sono mai sufficienti e in diverse occasioni i pazienti sono costretti a sostare provvisoriamente al centro degli stanzoni o in corsia. Il reparto nonostante i salti da gigante di medici e paramedici riesce a sopportare sempre di meno i carichi di lavoro di una città di 40 mila abitanti più l’hinterland dei paesi limitrofi e che nel periodo estivo deve contare su una popolazione che quasi raddoppia. Occorrono più spazi che invece non esistono o per lo meno sarebbe necessario riorganizzare tutta la logistica del piano o spostare ad esempio alcuni servizi ambulatoriali in altri locali. I turni del personale medico e paramedico cronicamente insufficiente, sono massacranti e solo la professionalità e lo spirito di chi vi lavora riesce a garantire un servizio di assistenza decoroso. Nel reparto di medicina affluisce come è noto di tutto: dagli anziani, ai malati cronici ai cardiopatici. Per questi ultimi ci sarebbe posto nel reparto di cardiologia dove certamente potrebbero godere di più serenità e assistenza specializzata, ma purtroppo ancora il reparto non può offrire stanze di degenza. Recentemente a livelli politici diversi si è sollecitata la necessità dell’istituzione di una unità coronaria, assolutamente indispensabile per un ospedale su cui gravita un bacino di utenza di oltre 60 mila persone, ma il provvedimento è per ora congelato. «Si è parlato tanto - afferma sconsolato un paziente cardiopatico in fila per una visita di controllo - di istituire un reparto attrezzato ed invece hanno dotato la struttura di medici specializzati senza però adeguare strutture e assegnare infermieri. La cardiologia è un reparto importante per la città e la classe politica locale deve lottare per ottenere un servizio efficiente che sia in grado di affrontare le emergenze, ora possibili solo nel capoluogo. A tutt’oggi invece non solo si temporeggia sulla realizzazione della unità coronarica ma non si provvede a dotare almeno di qualche medico in più la medicina costretta quotidianamente a curare infartuati e tutto il resto». Insomma la struttura sanitaria algherese nonostante ci sia stato qualche positivo impegno politicoo sul fronte, continua a presentare grosse lacune che inevitabilmente si ripercuotono sulla pelle dei poveri malati.
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