Presentata in un incontro la nuova programmazione della campagna di prevenzione
ALGHERO – Il secondo round dello screening per la diagnosi precoce del tumore alla mammella prenderà avvio nel territorio sassarese il 21 settembre. Intanto si sta procedendo ad attuare una serie di interventi preliminari all’inizio della campagna. Sono stati predisposti, infatti, i primi incontri con i rappresentanti delle istituzioni locali, mentre si stanno programmando per le prossime settimane i contatti con i medici di medicina generale, considerati un anello fondamentale nella catena dello screening per la loro possibilità di raggiungere in maniera capillare le donne del territorio. Saranno coinvolte inoltre le associazioni di volontariato e le parrocchie, individuati come soggetti importanti per favorire l’adesione alla campagna.
Sono quarantatremila duecentocinquantatre, cinquemila in più rispetto al 2006, le donne che fanno parte della popolazione bersaglio a cui si rivolge la nuova campagna di prevenzione. Di queste, ben diecimiladuecentotrentasette, fanno capo al distretto di Alghero. Altre ventinovemila centosettantaquattro si trovano nel distretto di Sassari e tremilaottocentoquarantadue in quello di Ozieri. La risposta attesa dall’Asl sassarese da questa seconda campagna di screening è la partecipazione del 60percento delle donne target invitate. Lo scorso anno, l’Azienda aveva fissato come obiettivo la soglia del 50percento, che è stata superata da una risposta corretta del 53,09percento.
Sono queste alcune delle informazioni emerse nei giorni scorsi durante l’incontro che si è svolto nella sala riunione dell’ospedale civile “Santissima Annunziata” di Sassari, organizzato dalla direzione dell’Azienda sanitaria sassarese per fare il punto sulla prima campagna di screening mammografico conclusa nel giugno 2008 ed illustrare le diverse fasi e la programmazione della prossima. Una riunione a cui hanno partecipato i responsabili delle varie strutture aziendali e dell’Azienda ospedaliera universitaria che saranno coinvolte nello screening. «Un’occasione di integrazione tra le due Aziende, che ci permette di potenziare ancora di più questo rapporto anche con il Policlinico sassarese e dare risposte più efficaci alle domande di salute del nostro territorio» ha affermato Giovanni Battista Mele, direttore generale della Asl di Sassari, introducendo l’incontro.
Sono state inserite alcune novità rispetto alla campagna precedente che consentiranno di articolare al meglio l’azione preventiva. «Il primo importante accorgimento – ha spiegato Donatella Rodella, project manager degli screening oncologici – sarà il notevole aumento delle sedi in cui potrà essere effettuato primo il controllo mammografico». Saranno infatti ventuno, dodici in più rispetto al primo round: una sarà la sede fissa nel “Centro Screening”, nella palazzina B di Rizzeddu, mentre nelle altre venti, che coincidono con altrettanti comuni della provincia, stazionerà l’Unità radiologica mobile per l’erogazione delle prestazioni. In questo modo sarà possibile garantire una capillare copertura del servizio quindi facilitare e razionalizzare l’accesso delle donne.
Sono quattro le fasi previste per lo screening: l’esame di primo livello sarà realizzato in gran parte nell’unità radiologica mobile con la mammografia; la seconda fase dell’approfondimento diagnostico, per i casi dubbi o patologici sarà effettuata, grazie allo sforzo realizzato dall’Asl con l’accorpamento delle senologie, in tutte le strutture aziendali: per il distretto di Sassari il Centro screening, per quello di Alghero la senologia dell’Ospedale Civile e per il distretto di Ozieri l’ospedale “Antonio Segni”. «Stiamo portando lo screening all’interno delle nostre strutture – ha detto il direttore sanitario Marcello Acciaro – e abbiamo avviato la digitalizzazione dei macchinari per garantire un’offerta più adeguata. Inoltre si stanno definendo in maniera più compiuta le procedure dello screening per assicurare la massima efficienza ed efficacia». Il terzo livello, riferito a patologie che richiedono l’intervento oncologico-chirurgico, prevede la presa in carico della paziente da parte delle strutture oncologiche dell’Asl o dell’Azienda ospedaliero universitaria. Nell’eventualità del ricorso all’intervento chirurgico, sarà lasciata alla donna la libertà di scelta sulla struttura alla quale rivolgersi e, su richiesta, potrà essere impiantata la protesi mammaria. In questa fase è prevista l’attivazione di un servizio psicosociale aziendale di sostegno alle pazienti, alle loro famiglie ed agli operatori. La fase finale rappresenta un passaggio molto importante, perché consentirà l'erogazione, nel Centro screening di Rizzeddu, delle mammografie di controllo per le donne riscontrate positive al test e sottoposte ad intervento chirurgico. La donna sarà quindi sempre in carico al Servizio sanitario e non dovrà più preoccuparsi di prenotare l’esame per i controlli mammografici previsti nel tempo.
Sono state già preparate intanto le lettere d’invito che saranno utilizzate per contattare le destinatarie dello screening e che la segreteria organizzativa provvederà ad inviare. Inoltre, sono state definite le procedure per l’invio delle lettere riservate alle “no responder”, ossia delle “donne target” che non hanno risposto alla campagna col primo invito, quindi le lettere per il referto negativo e quelle per la mancata presentazione all’approfondimento diagnostico. Obiettivo dell’Azienda sarà assicurare tempi di attesa ridotti sia tra le diverse fasi di approfondimento diagnostico e la comunicazione dell’esito (tre giorni in caso di esito positivo e ventuno se l’esito è negativo) alle utenti, sia per l’intervento chirurgico che dovrà essere garantito, dopo la presa in carico della paziente, entro ventuno giorni dalla diagnosi. Un breve cenno, infine, è stato fatto agli screening per cervice uterina e colon retto che dovrebbero essere avviati nell’autunno prossimo.
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