L’Ordine dei medici di Barcelona vede di buon occhio questa iniziativa, soprattutto perche’ al momento si tratta di uno studio che coinvolgerà gruppi di malati di cancro e di sclerosi multipla, attraverso uno stretto controllo sanitario
La Generalitat della Cataluña ha previsto di siglare a settembre un accordo con il ministero della Sanita’ che le dara’ la possibilita’ di avviare un piano sperimentale per la somministrazione di cannabis a fini terapeutici in alcune farmacie, cosi’ come ha fatto sapere la consigliera alla Salute, Marina Geli. Il tutto dovrebbe prendere il via all’inizio del 2005, sotto stretto controllo medico. Fonti del ministero della Sanita’ confermano che il ministro ha sul suo tavolo la proposta della Cataluña, e che comunque, in caso di accordo, si tratterà di una esperienza limitata e presso le farmacie degli ospedali. L’iniziativa catalana, ispirata ad una simile esperienza dell’Olanda, prevede che alcune farmacie possano vendere la componente attiva della cannabis per coloro che sono stati colpiti da alcune malattie, si’ da combattere il dolore e ridurre gli effetti che causano certi tipi di trattamento contro il cancro, come la chemioterapia.
La consigliera Geli ha assicurato che la Cataluña ha la possibilita’ di avviare l’esperimento pilota, perche’ ha un accordo con alcuni ricercatori di ospedali e universita’ cosi’ come con gli ordini dei farmacisti. La somministrazione dovrebbe avvenire sia in farmacia che in ospedale. “La proposta viene dalla Cataluña benche’ in altre comunidad ci siano esperienze concrete. C’e’ da dire che senza la collaborazione del Governo nazionale sarebbe impossibile cominciare”, ha detto Rafael Manzanera, direttore generale di “Recursos Sanitarios” della Generalitat. Che fa anche sapere che si stanno gia’ facendo i preparativi per determinare il numero delle farmacie e dei pazienti che prenderanno parte al progetto, che non si limitera’ a Barcelona ma coinvolgera’ tutta la Cataluña. “Utilizziamo lo schema olandese, applicato pero’ alla realta’ del nostro Paese. Per cui non ci e’ sembrato opportuno immettere la cannabis nella pratica clinica”. La cannabis verra’ probabilmente somministrata in capsule, anche se si stanno studiano possibilita’ di fare infusi o olio, ma sempre con piccole prescrizioni. “Noi abbiamo particolare attenzione per le capsule, perche’ è il metodo migliore per avere delle dosi precise”, dice Rafael Borràs, portavoce dell’Ordine dei farmacisti di Barcelona. Per il momento si e’ in trattativa per importare la sostanza dall’Olanda. Borràs non crede che le farmacie potranno avere problemi di sicurezza: “Noi siamo abituati ad avere a che fare con sostanze molto piu’ pericolose”. La consigliera Geli ha sostenuto la necessita’ di vendere la cannabis in farmacia, perche’ in questo modo si intenda bene che si tratta di un farmaco. L’Ordine dei medici di Barcelona vede di buon occhio questa iniziativa, soprattutto perche’ al momento si tratta di uno studio. Il segretario dell’Ordine, Jaume Padròs, ha ricordato che la prescrizione deve sempre avvenire tramite un medico. La consigliera Geli fa sapere che intende strutturare bene il tutto, in modo che la marijuana possa essere assunta da gruppi di malati di cancro e di sclerosi multipla, attraverso uno stretto controllo sanitario e nel rispetto di determinati protocolli.
Alcuni esperti hanno fatto sapere che con questo esperimento si verrà a sapere in modo piu’ preciso il numero di persone che consumano cannabis e l’utilita’ medica che questa sostanza rappresenta per loro. Secondo una recente ricerca, Cataluña e il Paese Basco, sono le comunidad dove si fa piu’ uso di cannabis terapeutica.
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