Sarà un ospedale di rete, concepito con criteri e tecnologie avanzate nelle funzioni fondamentali di diagnosi e cura, integrato nella “cittadella sanitaria di Sassari”. «Diventerà luogo urbano di benessere fisico e psicologico dei cittadini»
ALGHERO - Sarà un ospedale di rete, concepito con criteri e tecnologie avanzate nelle funzioni fondamentali di diagnosi e cura, integrato nella “cittadella sanitaria di Sassari” e più generalmente inserito con le sue caratteristiche di accessibilità nella vita della città. È il nuovo ospedale di Sassari che nascerà dal progetto preliminare che, nel mese di novembre, ha vinto il bando di concorso di progettazione che la Asl di Sassari aveva pubblicato a maggio 2008.
Il soggetto vincitore che ha redatto il progetto è un’associazione temporanea di professionisti con capogruppo la TTPMI Srl, una società di ingegneria, consulenza e gestione nel campo dell'edilizia con uffici a Milano. Gli altri soggetti dell’Atp sono Ingenia Srl, Europroject Srl, Respect Srl, dottor ingegner Josto Musio, dottor ingegner Maria Ludovica Tramontin e architetto Giorgio Merico. Il progetto preliminare è stato presentato alla stampa a Sassari questa sera al Villino Ricci dal direttore generale dell’Asl di Sassari, Giovanni Battista Mele. Hanno presenziato anche alcuni rappresentanti dell’Atp vincitrice del bando di concorso.
Sarà la piastra tecnologica, che contiene il Dipartimento di Emergenza, ad essere il vero e proprio snodo spaziale in grado di rendere più funzionali i rapporti tra le strutture del plesso ospedaliero oltre che le relazioni ospedale-università-città di Sassari. Una corretta progettazione degli spazi esterni, con giardini e spazi verdi, anche attrezzati costruirà l’inserimento dell’ospedale nel contesto urbano e favorirà ai pazienti una gradualità di accesso. «Il progetto del nuovo Ospedale SS. Annunziata – ha spiegato il direttore generale dell’Asl di Sassari, Giovanni Battista Mele – si propone già come un ospedale proiettato nel futuro, nella mutazione che vede il presidio della salute cambiare da “macchina per la cura” dei malati in “luogo urbano di benessere fisico e psicologico” dei cittadini».
«Questa mutazione – ha proseguito il manager – presente nelle progettazioni internazionali più avanzate, comporta che le architetture per la medicina si aprano verso il paesaggio urbano e territoriale, assumendo configurazioni allargate e inglobando la città e il verde, dove l’umanizzazione, l’urbanità e la socialità divengano anch’essi strumenti di coinvolgimento terapeutico dei cittadini-pazienti». Risulta quindi essere interessante la concezione della struttura dove l’area della accoglienza, costituita da un’ampia zona di collegamento tra gli spazi interni ed esterni, è costruita come un grande guscio luminoso reticolare in acciaio, confortevole ed adatta alla ricezione del pubblico. In quest’area affluiscono i collegamenti per l’emergenza, i reparti, gli ambulatori e le sezioni amministrative.
I percorsi esterni risultano pertanto uno dei punti forti per il funzionamento del nuovo plesso ospedaliero; in quanto sono differenziati e distribuiti, a seconda dei flussi previsti, sulle vie di maggiore circolazione. «Gli aspetti innovativi – ha sottolineato la progettista Ludovica Tramontin – sono dati dalla eliminazione di quella cesura in precedenza esistente tra le due strade, Viale Italia e Viale San Pietro, e l’apertura del complesso alla vallata sottostante». «L’area emergenza è l’area “core” dell’ospedale Santissima Annunziata – ha ripreso il direttore generale durante l’illustrazione del progetto – vista la mission assegnata dal Piano regionale sanitario con soluzione ottimale quella che prevede una struttura “ad hoc” assolutamente autosufficiente».
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