Sono stati registrati in una scuola superiore di Porto Torres tre casi di tubercolosi, che hanno interessato due studenti di classi differenti e un impiegato amministrativo. I casi risalgono al mese di dicembre
PORTO TORRES - Sono stati registrati in una scuola superiore di Porto Torres tre casi di tubercolosi, che hanno interessato due studenti di classi differenti e un impiegato amministrativo. I casi risalgono al mese di dicembre.
Il Servizio di Igiene pubblica e il Dispensario della cittadina turritana si sono attivati immediatamente, a seguito di denuncia proveniente dalla Clinica di Tisiopneumologia dell’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari dove erano stati ricoverati i due studenti. Per l’impiegato amministrativo invece era stato disposto l’avvio di un programma terapeutico al proprio domicilio.
I medici dell’Asl di Sassari quindi, prima delle vacanze scolastiche del periodo natalizio e durante le stesse, hanno sottoposto a monitoraggio e sorveglianza epidemiologica tutti gli studenti (circa 400) dell’istituto frequentato dai due ragazzi ricoverati.
I sanitari non escludono che tra gli episodi registrati a Porto Torres e quelli più recenti di Alghero possa esserci una correlazione. «Non c’è nessuna emergenza – fanno sapere dal Servizio di Igiene pubblica di Porto Torres – sono state prese tutte le dovute precauzioni e sono stati avvisati tutti i soggetti interessati, studenti e familiari, personale docente e non della scuola. Il Servizio di Igiene e il Dispensario tubercolare della città si sono attivati da subito senza alcun ritardo, secondo quanto previsto dai protocolli e dalla legge».
«Gli studenti sottoposti a controllo al momento risultano essere tutti negativi al test della tubercolina – hanno detto i medici di Porto Torres – a breve sarà avviata sugli stessi studenti una seconda indagine di controllo. Il mico-batterio della tubercolosi infatti ha una lunga latenza, sarà pertanto necessario verificare che in questo periodo non si siano presentati casi di positività».
Secondo i protocolli stabiliti dall’Organizzazione mondiale della Sanità e recepiti dal Ministero della Salute, il Servizio di Igiene pubblica ha anche suggerito alla scuola alcune precauzioni che dovrebbero essere prese all’interno dell’istituto, che può rimanere aperto: aerare i locali, provvedere al lavaggio a fondo dei pavimenti e degli arredi con candeggina, eventuale tinteggiatura delle pareti.
Da una prima analisi del Servizio di Igiene pubblica risulta che «negli ultimi tre anni la situazione dell’Asl di Sassari per quanto attiene alla epidemiologia della Tbc non si discosta dal dato nazionale che è di 7-10 casi ogni 100mila abitanti».
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