|
Gianfranco Langella
8:10
L'opinione di Gianfranco Langella
Servitù militari, tutti responsabili
Consigliere Valdo Di Nolfo, il rispetto per la Sardegna si dimostra anche raccontando la storia intera. Le esercitazioni militari nella nostra Isola si svolgono da decenni e sono proseguite sotto governi di diverso colore, compresi quelli di centrosinistra. Non sono nate con Giorgia Meloni e non è corretto attribuire all’attuale Governo tutte le responsabilità di una situazione costruita e mantenuta nel corso degli anni. Anche nel 2015, con il centrosinistra al Governo, a Capo Teulada si svolgeva un’importante esercitazione internazionale come la Trident Juncture. E la possibilità per il ministro della Difesa di decidere sui programmi addestrativi in presenza del dissenso della componente regionale del CoMiPa è prevista dalla legge da molto prima dell’arrivo di Crosetto.
Questo non significa che ogni decisione sia giusta o che le richieste della Sardegna possano essere trascurate. Significa però che bisogna discutere con onestà, senza trasformare una questione storica in un’accusa esclusiva contro chi governa oggi. E soprattutto non possiamo dimenticare la drammatica questione dell’uranio impoverito, delle esposizioni a sostanze nocive e delle gravi malattie e morti sulle quali hanno indagato le commissioni parlamentari. Dietro queste vicende ci sono persone, famiglie distrutte, sofferenze e richieste di verità che non possono essere liquidate con qualche frase di circostanza. Occorre accertare le esposizioni e le responsabilità, distinguendo quanto documentato da quanto ancora da chiarire, senza attribuire automaticamente all’uranio impoverito ogni patologia riscontrata nei poligoni sardi. Ma questa necessaria precisione non deve diventare un alibi per minimizzare la gravità del problema.
La salute dei cittadini e dei militari viene prima di qualsiasi convenienza politica. Se vogliamo parlare di responsabilità, allora guardiamo a tutti gli anni nei quali queste attività sono state autorizzate, alle precauzioni adottate o mancate, ai controlli effettuati e alle risposte che ancora attendiamo. Nessuno può cancellare il passato per concentrare ogni colpa sull’ultimo Governo, solo per partito preso. Chiediamo bonifiche, monitoraggi indipendenti, trasparenza e garanzie concrete. Su questo sono disponibile a costruire un confronto e un lavoro comune. La Sardegna merita rispetto sempre, qualunque sia il colore politico di chi governa. E merita soluzioni, non una memoria che cambia a seconda della convenienza.
*Futuro Nazionale, responsabile provinciale
Commenti
|