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S.A. 15:20
La mostra di D’Orsogna e Nieddu a Perugia
Lo scorso venerdì è stata inaugurata la mostra di arte contemporanea “Nicchie/Niches”, di Domenico D’Orsogna e Gianni Nieddu a cura di Antonello Marotta, promossa dall’Università degli studi di Perugia


ALGHERO - Venerdì 18 settembre 2026 alle ore 17.00, nel Complesso monumentale della Abbazia di San Pietro a Perugia, è stata inaugurata la mostra di arte contemporanea "Nicchie/Niches", di Domenico D’Orsogna e Gianni Nieddu a cura di Antonello Marotta, promossa dall’Università degli studi di Perugia, dal CAMS / Centro di Ateneo per i Musei Scientifici e dalla Fondazione per l’Istruzione Agraria di Perugia, in collaborazione con Fondazione di Sarde - gna e Sentieri Contemporanei. All’incontro di presentazione della mostra sono intervenuti, tra gli altri, il Magnifico Rettore dell’Università degli studi di Perugia, Prof. Massimiliano Marianelli. Due sentieri di ricerca artistica si incontrano in un armonico contrappunto nei luoghi che furono dei frati benedettini. Il titolo della mostra, nel suo duplice significato di nidi e di nic- chie ecologiche, evoca ambienti relazionali, spazi in cui la vita si sviluppa in equilibrio con ciò che la circonda. L’iniziativa si propone come palinsesto aperto - in collaborazione con università, scuole, enti del terzo settore e della società civile - sui temi della sostenibilità, della comunicazione inter-specie e della co-evoluzione tra forme di vita. Domenico D’Orsogna presenta una selezione di lavori, esposti nel Chiostro delle Stelle, tratta dalle recenti serie di dipinti "Flussi", "Pieghe", "Luci", "Stringhe" e "Mappe", nei quali la pittura si fa campo generativo, tessuto di trame simili a quelle dei sistemi naturali com- plessi. La superficie pittorica è attraversata da tensioni e ritmi ondulatori, schegge e fila- menti che si propagano in strutture ramificate e non gerarchiche. Sembrano dispiegarsi mondi acquatici brulicanti di vita, mescolanze radicali, forme organiche che proliferano in habitat fluidi, evocativi dell’energia vitale.

Gianni Nieddu, nell’adiacente Orto medievale, propone un’installazione ambientale dal titolo "Asilo [nido]": casette nido per uccelli, forme minime di accoglienza che richiamano, nel- la loro essenzialità formale, l’archetipo dell’abitare: un tetto, un ingresso, un appiglio. Esse attivano una riflessione sulla relazione tra manufatto artistico e segno ambientale e sul de- licato rapporto tra uomo e altre specie: il bisogno di rifugio, la responsabilità nei confronti dell’altro, la sostenibilità dei gesti quotidiani. L’installazione propone un dialogo tra arte re- lazionale ed etica della cura, in una dimensione che si apre alla pluralità delle forme di vi- ta.I dispositivi relazionali di Nieddu coniugano estetica, etica e funzione, promuovendo un’idea di arte come pratica responsiva, capace di attivare comunicazioni tra umano e non umano, tra costruito e naturale. Negli spazi interni del monastero è ospitata inoltre l’opera "Nil obscurius luce", un’installazione basata su allineamenti di vecchi chiodi. Qui l’inganno visivo delle "false ombre", dise- gnate da Nieddu accanto a quelle vere, fa vacillare il confine tra realtà e finzione, soggetto e oggetto, identità e alterità, elevando l’ombra a vera protagonista dell’opera. Nella suggestiva cornice del Complesso monumentale di San Pietro a Perugia, palinsesto stratificato di storie e significati, i due artisti innestano un meta-racconto che dischiude ulteriori dimensioni, misurate e frugali, in cui viene portata all’estremo una tensione cognitiva ed esistenziale che mira all’essenziale, in cui l’arte invoca la necessità di abitare lo spazio sociale e ambientale "Nicchie/Niches" allude infatti alla dimensione ecologica, alla responsabilità rivolta al futuro, alle generazioni (umane e non umane) a venire, in un gesto che affida alla pittura e all’arte il compito di dialogare con ciò che non è ancora ma già ci interpella.

Domenico D’Orsogna è nato a Pescara nel 1966 e si accosta alla pittura negli anni Ottanta. Inizia ad esporre i suoi lavori nei primi anni Novanta, periodo in cui intraprende l’attività di ricerca e didattica in varie università e centri di ricerca, in Italia e all’estero. Avverte l’esi - genza di coltivare la dimensione dell’astrazione, indagando a fondo la dialettica tra formale e informale, sia nell’arte sia nell’esperienza giuridica. Volge il suo sguardo verso la filosofia della scienza, il pensiero della complessità e la visione eco-sistemica. Dal 2009 é professore ordinario di diritto amministrativo nell’Università degli studi di Sassari. Nel 2010 ha ideato e da allora dirige il Master in Diritto ed Economia per la Cultura e l’Arte / Deca ma- ster. Gianni Nieddu è nato ad Alghero nel 1957. Laureato in giurisprudenza, si accosta alle arti visive negli anni Ottanta. Da subito affianca alla produzione pittorica quella di natura installativa. Il suo approccio alla realtà è sempre antiretorico e spesso ludico, ironicamente teso a mettere in luce gli aspetti più nascosti delle cose. Nei suoi lavori convivono felici contraddizioni, sorrette da essenzialità formale e rigore compositivo, a cui si accompagnano tal- volta effimere stabilità. In molte composizioni tradisce una predilezione per le moltitudini, che forniscono pretesti per allineamenti ed enumerazioni. Vive e lavora ad Alghero, dove nel 2004 ha aperto la galleria no-profit Bonaire Contemporanea. Mostre recenti: 80/90. Arte in Sardegna. Antonello Marotta, nato ad Alghero nel 1968, é architetto, critico d’arte e teorico dell’architettura; é professore di Progettazione architettonica e urbana presso il Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica, Università degli Studi di Sassari.

Nella foto: un momento dell’inaugurazione della mostra a Perugia
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