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Cor 8:40
Sant’Anna, algherese a scuola
A Sant’Anna un progetto che fa rinascere la lingua dei padri. Canzoni, giochi e tradizione: così si impara l’algherese. Il repertorio scelto dalle insegnanti comprende alcune delle canzoni più amate della tradizione infantile catalana e algherese


ALGHERO - Alla Scuola dell’Infanzia "Sant’Anna", dell’Istituto Comprensivo n. 3 diretto dalla dott.ssa Paola Masala, continua a crescere un progetto che unisce tradizione, educazione e identità: "Parlar alguerés a l’escola", un percorso che porta la lingua storica della città tra i bambini dai 0 ai 6 anni. L’iniziativa, coordinata dalla maestra Franca Gavini, coinvolge sia le sezioni della scuola dell’infanzia sia – per la prima volta quest’anno – il Nido Comunale, dove l’algherese è stato sperimentato con successo anche con i più piccoli, confermando la forza educativa del canto e del gioco come strumenti naturali di apprendimento.

Canzoni, giochi e tradizione: così si impara l’algherese. Il repertorio scelto dalle insegnanti comprende alcune delle canzoni più amate della tradizione infantile catalana e algherese: Joan Petit, Caterina fes-te al finestró, Sant Antoni balla balla, Mans manetes – quest’ultima musicata dal professor Colledanchise e cantata nelle scuole cittadine dal 1978 – e Anem anem anant. Accanto ai canti, trovano spazio giochi antichi e moderni: la "Baldufola" (trottola), "Pardal vola" (Uccellino vola) e il gioco per imparare il nome degli insetti, pensati per avvicinare i bambini alla lingua attraverso il movimento, la relazione e la scoperta.

A fare da motore a questa iniziativa è stato chiamato, come esperto di tradizioni algheresi, il Professor Antonello Colledanchise, psicologo, già Preside dei Licei cittadini. Figura di riferimento nella ricerca sulla tradizione musicale algherese, Colledanchise dal 1978 svolge volontariato nelle scuole, accompagnando generazioni di bambini nell’apprendimento della lingua attraverso la musica, il ritmo e il gioco. La sua presenza ha dato al progetto un’impronta culturale profonda, capace di unire rigore, passione e un rapporto diretto con la comunità.

«L’obiettivo principale – spiega la referente del progetto, Franca Gavini – è quello di salvaguardare la lingua e le tradizioni, attraverso giochi e canzoni calibrati sulle diverse fasce d’età. Per i bambini della scuola dell’infanzia abbiamo scelto canzoni come Joan Petit, Caterina fes-te al finestró, Sant Antoni balla balla e Mans manetes, musicata dal professor Colledanchise e cantata in molte scuole cittadine da quasi cinquant’anni. Tra i giochi tradizionali ricordiamo Pardal vola, ma anche attività didattiche per imparare i nomi degli insetti e del mondo naturale»." Un approccio semplice e immediato, che permette ai bambini di familiarizzare con la lingua vivendola, senza imposizioni, ma attraverso il piacere del movimento, della musica e della relazione.

Il progetto, iniziato a gennaio e in conclusione a giugno 2026, coinvolge un team di insegnanti particolarmente motivato: Marina Mariani, Anna Pilo, Maria Lucia Bachis, Anna Maria Spanu, Eugenia Mette, Carmela Anna Culeddu, Tiziana Radium e Daniela Canu.
La collaborazione tra docenti, famiglie ed esperti esterni ha creato un clima di partecipazione e appartenenza che va oltre la semplice attività didattica. Martedì 23, nei locali della Scuola dell’Infanzia di Sant’Anna, si è svolto il saggio finale del progetto, giunto ormai al terzo anno consecutivo. Bambini e famiglie hanno partecipato con entusiasmo a un pomeriggio di canzoni, giochi e piccole performance in algherese, che hanno mostrato in modo concreto quanto la lingua possa essere viva, naturale e amata quando viene proposta con cura e creatività. Le voci dei bambini, le risate durante i giochi e la partecipazione emozionata dei genitori hanno trasformato l’evento in una vera festa della lingua e dell’identità algherese. Un risultato che conferma la forza del progetto e la sua capacità di creare comunità, appartenenza e futuro.


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