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Cor 14:02
Bosa: baby aragoste nel peschereccio
L’Ufficio Circondariale Marittimo di Bosa assicura il mantenimento di un costante e capillare dispositivo di vigilanza lungo l’intera filiera della pesca, sia in ambito marittimo che terrestre, a tutela della legalità, dei cittadini e degli operatori professionali del settore


BOSA – Nell’ambito delle attività di vigilanza intensificate in vista della stagione estiva, caratterizzata da un significativo incremento della domanda di prodotti ittici dovuto all’aumento dei flussi turistici, l’Ufficio Circondariale Marittimo sta conducendo mirate iniziative di controllo lungo l’intera filiera della pesca, coordinate dal Comandante, Tenente di Vascello (CP) Pil. Gaspare Russo. Nella giornata del 10 giugno, nel corso di un mirato controllo ispettivo effettuato a bordo di un’unità appartenente alla locale flotta peschereccia, il personale della Guardia Costiera ha individuato un espediente tanto ingegnoso quanto illecito: un contenitore termico del tipo "Igloo", abilmente occultato all’interno dell’imbarcazione.

All’interno dello stesso sono stati rinvenuti numerosi esemplari di aragosta rossa di taglia inferiore ai limiti consentiti, detenuti a bordo in evidente violazione della normativa vigente in materia di misure minime di riferimento. Trattandosi di esemplari ancora in perfetto stato di vitalità, l’intero prodotto ittico è stato immediatamente sequestrato e prontamente rigettato in mare al largo dal personale militare dipendente del Comando di Bosa, restituendo così gli esemplari al loro habitat naturale e garantendo la prosecuzione del loro ciclo biologico.

L’operazione ha configurato una violazione del Decreto Legislativo n. 4/2012, come recentemente aggiornato dalla Legge 21 aprile 2026, n. 75, che prevede l’irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie fino a un massimo di 75.000 euro. Al trasgressore sono state pertanto comminate le sanzioni previste dal vigente quadro normativo, unitamente al sequestro del pescato illecito. A margine dell’operazione, il Comandante Russo ha voluto lanciare un forte appello alla sensibilità di tutta la marineria e dei consumatori: «La cattura e la detenzione del novellame, in particolare di specie preziose e vulnerabili come l’aragosta, rappresentano un danno incalcolabile per il nostro mare».

La tutela della risorsa marina e dei consumatori passa anche attraverso il rispetto delle taglie minime, nella consapevolezza che la sottrazione all’ambiente marino di esemplari non ancora giunti all’età riproduttiva compromette lo stock ittico e incide negativamente sul futuro economico della pesca professionale, penalizzando al contempo gli operatori che agiscono nel rispetto della normativa vigente. L’Ufficio Circondariale Marittimo di Bosa manterrà un livello di attenzione costantemente elevato; tuttavia, una reale svolta culturale non può prescindere dal senso di responsabilità di ciascun operatore del settore. Il rispetto del mare rappresenta oggi l’unica condizione per assicurare la sostenibilità della risorsa e la continuità economica della pesca professionale nel tempo.

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