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Cor 19:42
I rifiuti di Sassari a Tossilo: aumentano i costi
Il via al conferimento all’impianto di Tossilo comporterà un aumento dei costi per lo smaltimento dei rifiuti che per il 2026 si aggirerà intorno al mezzo milione di euro. Il sistema deve andare a regime: confrontiamoci sui costi per tutelare i cittadini»


SASSARI - «Al via la convenzione con il Consorzio Industriale di Macomer per il conferimento del 60% dei rifiuti indifferenziati raccolti nel territorio comunale di Sassari al termovalorizzatore di Tossilo, anche per non inficiare le operazioni tecniche di collaudo dell’impianto, ma resta aperto il confronto con la Regione al fine di ridefinire il contributo richiesto dalla nostra città e dal nostro territorio in funzione dell’impatto economico di questa scelta contenuta nel Piano regionale dei rifiuti». È la sintesi della delibera licenziata dalla giunta Mascia su proposta del vicesindaco e assessore alla Transizione ecologica, alla Salvaguardia del territorio e al Decoro urbano, Pierluigi Salis.

Il via al conferimento all’impianto di Tossilo comporterà un aumento dei costi per lo smaltimento dei rifiuti che per il 2026 si aggirerà intorno al mezzo milione di euro. «La copertura sarà assicurata dalla revisione nel Piano economico finanziario della Tari, ma l’auspicio è che questo sacrificio venga compensato da Cagliari», afferma Salis, che insieme al sindaco Giuseppe Mascia già un mese fa aveva rappresentato molto chiaramente la situazione all’assessorato regionale. A quella richiesta fatta a nome del territorio era seguita la lettera sottoscritta dai 28 Comuni del Nord Ovest Sardegna che conferiscono alla discarica consortile di Scala Erre, nel territorio comunale di Sassari.

«Rimandare l’avvio dei conferimenti dei rifiuti a Tossilo sino alla stipula della convenzione contenente le clausole a tutela dei Comuni conferenti, modificare la pianificazione regionale in accordo con il Nord Sardegna e valutando l’impatto socio-economico sul territorio, chiarire la ripartizione dei flussi dei rifiuti dell’intero ambito regionale da avviare a Tossilo, che attualmente sembra determinare un grave e iniquo danno al territorio del Nord Sardegna», erano state le richieste del territorio. L’apertura dimostrata dalla Regione e le modifiche allo schema di convenzione apportate dal Consorzio Industriale di Macomer hanno indotto Sassari a non defilarsi. Ma le istanze rivolte all’assessora regionale Rosanna Laconi e alla struttura dell’assessorato restano.

«Il Piano regionale di gestione dei rifiuti considera preferibile la creazione di un Ambito territoriale ottimale unico regionale, che consentirebbe una tariffa unica regionale, almeno per l’indifferenziata, e l’istituzione di un ente unico di governo a cui i Comuni parteciperanno obbligatoriamente, scegliendo la forma di gestione, le tariffe e il controllo», è la premessa contenuta nella delibera approvata da Palazzo Ducale, in cui si rileva che in prospettiva il termovalorizzatore di Tossilo è il riferimento per il Centro Nord Sardegna, ossia i bacini di Sassari, Olbia-Tempio, Nuoro e Ogliastra e che, in attesa che il processo si completi, alcune delle problematiche che caratterizzeranno questa fase transitoria andranno ulteriormente approfondite. «C’è necessità di una puntuale programmazione gestionale ed economica dei conferimenti dei rifiuti al termovalorizzatore di Tossilo, anche prevedendo una diversa distribuzione dei flussi da conferire, così da tenere conto del sovra costo a carico del Sassarese», ribadiscono Mascia e Salis.

«L’avvio dell’indifferenziata a Tossilo fa lievitare i costi di smaltimento a carico dei contribuenti del Sassarese», aveva detto il sindaco a suo tempo, spiegando che «questo incremento è determinato dalle differenze tariffarie tra i diversi impianti di smaltimento del territorio regionale e quella applicata a Tossilo». Sassari aveva parlato di rincari che «incidono in maniera iniqua sui diversi territori e sui costi di gestione dei rifiuti, ricadenti inevitabilmente sulla Tari a carico dei cittadini». Motivo per cui «il conferimento a Tossilo di una parte dei rifiuti indifferenziati altera l’equilibrio economico del nuovo contratto di gestione del complesso di Scala Erre, basato su una diversa programmazione dei flussi dei rifiuti – era stato sottolineato – rendendo necessaria una rimodulazione del Piano economico finanziario della discarica e l’inevitabile aumento della tariffa di conferimento per coprire i costi fissi che l’impianto sostiene a prescindere».
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