Nel corso dell’ispezione è stato accertato che gli indagati avevano realizzato una discarica non autorizzata di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi provenienti dalla demolizione di autoveicoli a motore e dal recupero di metalli, ove erano abbandonate e miscelate tra loro circa 70 tonnellate di rifiuti. Nel complesso il valore del materiale ferroso e del rame ritrovato è stimato in circa 200.000 euro
SASSARI - Nel corso della mattinata di lunedì 23 febbraio a Sassari, i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico, unitamente ai colleghi del Nucleo Operativo e Radiomobile della locale Compagnia, hanno deferito in stato di libertà 3 uomini poiché ritenuti responsabili dei reati di ricettazione, combustione illecita di rifiuti e smaltimento di rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione. In particolare i Carabinieri, nell’ambito dei consueti controlli finalizzati alla tutela paesaggistica ambientale e al contrasto della commissione dei reati contro il patrimonio, hanno individuato un terreno, esteso per circa un ettaro, che era stato trasformato in una discarica non autorizzata, ove erano stati accumulati rifiuti di varia natura in assenza di qualsiasi concessione.
I militari dell’Arma hanno quindi fatto accesso al terreno sorprendendo i 3 uomini mentre stavano ripulendo cavi di rame - della lunghezza di alcune centinaia di metri - dalla loro guaina in plastica. Nel corso dell’ispezione è stato accertato che gli indagati avevano realizzato una discarica non autorizzata di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi provenienti dalla demolizione di autoveicoli a motore e dal recupero di metalli, ove erano abbandonate e miscelate tra loro circa 70 tonnellate di rifiuti. In particolare è stata ritrovata oltre una tonnellata di cavi in rame, verosimilmente provento di attività di ricettazione. Nel complesso il valore del materiale ferroso e del rame ritrovato è stimato in circa 200.000 euro. Sono in corso ulteriori accertamenti in merito alla refurtiva recuperata al fine di individuare i legittimi proprietari mentre i 3 uomini sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Sassari che ha disposto il sequestro dell’intera area, anche al fine del futuro ripristino ambientale della stessa.
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