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S.A. 21:37
Lai chiede risorse urgenti per i danni del ciclone
Il parlamentare sardo del Pd chiede al Governo di attivare immediatamente la procedura per la deliberazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale e lo stanziamento delle prime risorse per gli interventi urgenti


CAGLIARI - «Le notizie e i sopralluoghi dei sindaci confermano una situazione che non può essere affrontata con i soli strumenti ordinari: evacuazioni precauzionali, esondazioni, strade interrotte, mareggiate eccezionali e danni diffusi lungo i versanti più esposti dell’isola. Per questo chiedo al Governo di attivare immediatamente la procedura per la deliberazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale e lo stanziamento delle prime risorse per gli interventi urgenti. La protezione civile in Sardegna, con i sindaci delle aree coinvolte, ha gestito in maniera esemplare l’emergenza che non è ancora conclusa. In queste ore si registrano centinaia di evacuati in diversi comuni e una pressione straordinaria sui sistemi di soccorso e protezione civile. La cronaca parla di oltre 150 interventi dei vigili del fuoco in poche ore e di condizioni meteo-marine con mareggiate estreme lungo le coste esposte, con conseguenze su abitazioni, attività economiche, viabilità, opere di difesa costiera e servizi essenziali.»

Così il parlamentare sardo del Pd Silvio Lai sui danni provocati dal ciclone Harry che si è abbattuto su alcune zone dell'Isola. «Chiedo alla Presidenza del Consiglio e al Dipartimento nazionale della Protezione civile di avviare senza ritardi l’istruttoria prevista dal Codice della Protezione civile per la dichiarazione dello stato di emergenza e l’attivazione delle misure straordinarie, a partire dagli interventi di somma urgenza e dai primi ristori. Servono la ricognizione immediata dei danni (pubblici e privati) con supporto tecnico nazionale; il ripristino urgente di viabilità, ponti, reti idriche e impianti critici (incluse opere di pompaggio/sollevamento dove compromesse); le misure di sostegno per famiglie evacuate e imprese colpite (commercio, turismo, agricoltura e allevamento nelle aree esposte); il coordinamento con i Comuni per eventuali sospensioni/agevolazioni su scadenze e oneri nelle aree formalmente delimitate dal provvedimento emergenziale. Non parliamo di un’iniziativa nuova: la dichiarazione dello stato di emergenza per eventi meteorologici eccezionali in Sardegna ha precedenti chiari e consolidati». prosegue Lai.

E conclude: «Nel 2013, dopo gli eventi alluvionali, il Consiglio dei ministri deliberò lo stato di emergenza per la Regione Autonoma della Sardegna. È lo stesso perimetro istituzionale che oggi va attivato, con la stessa rapidità. Siamo ancora nella fase dell’emergenza e non è serio “sparare cifre” senza una perizia. Ma, per esperienza e per ciò che già emerge, i danni riguardano abitazioni e attività produttive nelle zone allagate, infrastrutture stradali e opere idrauliche, tratti costieri colpiti da mareggiate e servizi essenziali. È realistico attendersi un impatto nell’ordine di decine di milioni di euro, con il rischio di crescere se i ripristini infrastrutturali risultassero estesi. Proprio per questo serve lo strumento straordinario nazionale: per accelerare procedure e coperture. Nelle prossime ore depositerò anche un’interrogazione urgente per conoscere: tempi e modalità di istruttoria per lo stato di emergenza, prime risorse disponibili, criteri per la delimitazione dei Comuni coinvolti e misure previste per famiglie e imprese. La Sardegna, come la Sicilia e la Calabria, non può essere lasciata sola: serve una risposta nazionale rapida, concreta, verificabile».

Nella foto: Silvio Lai
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17:12
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