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Red 14 aprile 2008
Allarme morbillo in provincia: 16 casi
Ad Alghero nessun caso segnalato all´Azienda Sanitaria Locale


SASSARI - Sono saliti a 16 i casi di morbillo sul territorio della Asl di Sassari. In prevalenza, fanno sapere dal Servizio di Igiene pubblica del Dipartimento di prevenzione della Asl di Sassari, si tratta di adulti e adolescenti che non avevano mai contratto la malattia in precedenza e non avevano mai effettuato il vaccino. Tra i 16 casi è incluso uno proveniente dalla Asl di Oristano, che è stato ricoverato presso la Clinica di Malattie infettive di Sassari. «Apparentemente – proseguono dal Servizio di igiene pubblica – questi nuovi casi non sono correlati tra loro né con i primi tre verificatisi nei giorni scorsi». Gli altri casi di morbillo sono stati registrati a Bono (1), Nulvi (1), Sennori (1), Porto Torres (4), Tissi (1), Castelsardo (1) e Sassari (6). Al momento in nessuno di questi sono sorte complicazioni cliniche. Il Servizio di igiene ha attivato immediatamente la sorveglianza prevista secondo le modalità indicate dal Ministero della Salute. Anche in questi casi è stata avviata tempestivamente un’indagine epidemiologica per la ricerca attiva dei contatti suscettibili, cioè di tutti coloro che non hanno mai avuto la malattia o non hanno fatto neanche una dose di vaccino e che hanno avuto contatti stretti con i soggetti malati, nel periodo di contagiosità. I medici del Servizio di Igiene pubblica, inoltre, stanno provvedendo a inviare campioni biologici all’Istituto Superiore di Sanità (laboratorio di riferimento nazionale) per la tipizzazione del genotipo virale, così come previsto dai protocolli operativi. L’Azienda sanitaria locale di Sassari rinnova le raccomandazioni per la popolazione: «Tutti i bambini e i ragazzi che non hanno mai fatto il vaccino e non hanno mai contratto la malattia, o che hanno fatto una sola dose di vaccino in età pediatrica, possono recarsi per la vaccinazione presso gli ambulatori del Servizio di Igiene del proprio comune di residenza». Nonostante i numeri registrati di recente possano far parlare di epidemia, non ci sono per il momento particolari motivi di allarme sociale. I medici infatti ricordano che questo genere di malattie si ripresentano con una certa “puntualità” anche nelle zone dove la copertura vaccinale è molto alta e la circolazione del virus nella popolazione assai rara. Questo comporta di fatto un allungamento del periodo interepidemico, cioè del periodo che intercorre tra una epidemia e un’altra, oltre da uno spostamento della malattia verso le fasce più alte di età.
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