SASSARI - Nel territorio di competenza dell’Asl di Sassari sono stati registrati tre casi di morbillo, dopo sei anni di “assenza” della malattia. Ad esclusione di una piccola epidemia di 8 casi, rimasta peraltro confinata in una comunità rom ad Alghero, ed un caso isolato ad Ozieri verificatisi nel 2006, è dal 2002 che in città e sul territorio dell’Asl non si registrava un’epidemia di morbillo, durante la quale furono segnalati circa 80 casi. Un numero abbastanza contenuto quello registrato nel 2002, grazie sia all’azione vaccinale che era già stata messa in campo negli anni precedenti, ma anche alle tempestive misure di profilassi messe in atto dal Servizio di Igiene e sanità pubblica, per contenere l’epidemia, nei confronti delle persone suscettibili. L’epidemia del 2002 oltre alla Sardegna interessò anche altre regioni d’Italia, in particolare la Campania, il Molise e la Puglia dove si registrarono in tutto 8 morti. «Quelli di quest’anno – spiegano i medici del Servizio di Igiene del Dipartimento di prevenzione dell’Asl – sono un evento atteso. Infatti nelle zone dove la copertura vaccinale è molto alta, e nel nostro territorio al 24 mese di vita supera il 90 per cento, la circolazione del virus nella popolazione è pressoché assente. Questo fatto comporta che si verifichi un allungamento del periodo interepidemico, cioè del periodo che intercorre tra una epidemia e un’altra, oltre allo spostamento della malattia verso le fasce più alte di età». A Sassari, in questi giorni, a contrarre la malattia sono stati due adulti, mai vaccinati, e un adolescente che aveva fatto una sola dose di vaccino. Si tratta di tre casi tra loro correlati, in quanto hanno avuto tra loro contatti stretti. Il primo caso, dal quale è partito poi il contagio anche per le altre due persone, potrebbe aver contratto la malattia durante un soggiorno nel sud dell’isola dove, presumibilmente, hanno soggiornato altri soggetti provenienti da altre regioni e che avevano la malattia in incubazione. Da circa 6 mesi infatti un’epidemia di importanti dimensioni (635 casi) sta interessando la regione Piemonte: al 12 febbraio 2008 erano stati segnalati 25 ricoveri di cui 4 per complicanze polmonari, un caso di cheratocongiuntivite e un decesso di una bambina affetta da grave immunodeficienza. In Lombardia da luglio 2007 a febbraio 2008 segnala 130 casi dei quali, più della metà, hanno più di 16 anni. In Emilia Romagna, nel 2008, fino al 15 febbraio sono pervenute 28 segnalazioni di casi probabili o confermati. Non appena i casi sono stati notificati al Servizio di Igiene Pubblica del Dipartimento di prevenzione dell’Asl di Sassari, i medici hanno attivato la sorveglianza prevista secondo le modalità indicate dal Ministero della Salute: è stata avviata tempestivamente un’indagine epidemiologica per la ricerca attiva dei contatti suscettibili, cioè di tutti coloro che non hanno mai avuto la malattia o non hanno fatto neanche una dose di vaccino e che hanno avuto contatti stretti con i soggetti malati, nel periodo di contagiosità. I medici del Servizio di Igiene pubblica, inoltre, hanno provveduto a inviare campioni biologici all’Istituto Superiore di Sanità (laboratorio di riferimento nazionale) per la tipizzazione del genotipo virale, così come previsto dai protocolli operativi. Dal Servizio Igiene Pubblica arriva un invito, rivolto ai medici di famiglia, ai pediatri e ai reparti di degenza ospedalieri. «È importante che nuovi casi, o anche solo sospetti, vengano segnalati immediatamente per le vie più brevi, anche telefonicamente». Quindi una raccomandazione per la popolazione: «Tutti i bambini e i ragazzi che non hanno mai fatto il vaccino e non hanno mai contratto la malattia – proseguono – o che hanno fatto una sola dose di vaccino in età pediatrica, possono recarsi per la vaccinazione presso gli ambulatori del Servizio di Igiene del proprio comune di residenza».
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