Un tavolo tecnico coordinato dalla Asl di Sassari sta preparando un protocollo operativo
SASSARI – Tre casi di meningite nel 2004, nove nel 2005, tre nel 2006 e due nel 2007 di cui uno da meningococco di tipo B e uno di tipo C, di questi il primo su bambino di un anno residente nel territorio dell’Asl sassarese e il secondo su una giovane di vent’anni proveniente da altra Azienda sanitaria della regione. Sono alcuni dei dati diffusi ieri, durante il corso “Meningiti batteriche e malattie invasive da meningococco, emofilo e pneumococco”, che si è svolto nel complesso didattico di Via Vienna, a Sassari. Il corso, organizzato da “Archimedica” e patrocinato dall’Azienda sanitaria locale di Sassari, ha ottenuto un’altissima adesione di medici di famiglia, pediatri e medici di medicina d’urgenza. In totale quindi, in quattro anni dal 2004 al 2007, i casi di meningite trattati dalla Asl di Sassari sono stati diciassette (nove femmine e otto maschi): sette da meningococco di tipo B, tre da meningococco di tipo C e W135, uno di tipo C, uno da Haemophilus influenzae, mentre per cinque non è stato individuato il batterio. La casistica inoltre mostra ancora come ad essere maggiormente colpiti siano stati i bambini (dieci) tra i sei mesi ed i sette anni, due adolescenti (quindici e diciassette anni), tre giovani tra i venti ed i ventuno anni e due adulti (trentatre e trentasette anni). «La Asl di Sassari – ha detto Antonio Genovesi, dirigente medico della direzione aziendale dell’Asl – ha deciso di elaborare una sorta di protocollo, delle istruzioni operative per creare un collegamento funzionale tra le varie strutture sanitarie che sul territorio operano in questo campo». Al tavolo tecnico interdisciplinare sono state invitate diverse strutture. Su iniziativa della direzione aziendale, che coordina i lavori, sono stati riuniti il Dipartimento di prevenzione dell’Asl con il Servizio di Igiene pubblica, il Laboratorio analisi del presidio ospedaliero “Santissima Annunziata” di Sassari, quindi le strutture dell’Azienda ospedaliero universitaria quali l’Istituto di Igiene e medicina preventiva, l’Unità operativa di pediatria infettiva e la Clinica di malattie infettive. «È evidente – ha ripreso Genovesi – la necessità di creare un collegamento stretto per il raggiungimento di un risultato utile alla collettività. Il protocollo, strumento di collegamento tra le strutture, è in fase di completamento e dovrà essere sottoposto al tavolo tecnico per le ultime revisioni». È stata invece Luciana Contini, medico del Servizio d’Igiene Pubblica, a parlare dei vaccini per la meningite da Haemophilus influenzae, per quella di tipo C e per la meningite pneumococcica, indicando le fasce d’età ed i tempi nei quali queste sono consigliate. Ad aprire i lavori della mattinata è stato Piero Capuccinelli, direttore dell’Istituto di microbiologia dell’Università di Sassari, che ha parlato delle caratteristiche cliniche della sindrome meningea, della diagnostica e delle principali caratteristiche. È stata quindi la volta di Michele Poddighe, primario del Pronto Soccorso dell’ospedale sassarese, che ha parlato delle infezioni invasive da pneumococco e da emofilo e delle categorie a maggior rischio. A chiudere i lavori, infine, è stata la relazione di Maria Graziella Mela, responsabile dell’Unità operativa di Pediatria infettivi, che ha parlato delle principali pneumococcie e manifestazioni da emofilo nel bambino, comprese le meningiti, quindi della sintomatologia clinica della sindrome meningea in pediatria, di chemioprofilassi e vaccinoprofilassi delle meningiti infantili.
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