Stati donati alla struttura complessa di Nefrologia, dialisi e trapianti dell’ospedale civile di Sassari dai familiari di una paziente deceduta lo scorso anno
SASSARI - Tre letti-bilancia elettronici di ultima generazione per la sala trapianti, che dispongono di quattro sezioni ad altezza variabile e di un sistema di movimentazione tramite attuatori elettrici. Sono stati donati alla struttura complessa di Nefrologia, dialisi e trapianti dell’ospedale civile di Sassari dai familiari di una paziente, deceduta lo scorso anno, seguita dalla struttura sassarese prima come dializzata quindi successivamente come trapiantata (l’intervento era stato realizzato a Parigi nel 1984). Nei prossimi giorni, durante la terza edizione della “Giornata mondiale del rene”, i letti saranno consegnati al reparto, al quarto piano del padiglione rosso del presidio ospedaliero sassarese. Si tratta di un gesto di grande generosità e sensibilità che i familiari della signora Antonina Cottino di Tresnuraghes hanno deciso di compiere per ringraziare gli operatori della struttura sassarese che, in tutti questi anni, hanno seguito la loro congiunta. «Siamo convinti che con questo gesto – afferma il marito, Antonio Luigi Virdis – stiamo rispettando un suo desiderio. Inoltre qui a Sassari mia moglie si era sempre trovata bene, circondata da personale, medici e infermieri del reparto, con il quale ha sempre avuto un ottimo rapporto». Antonina Cottino era un’insegnante di francese alle scuole medie di Tresnuraghes, sposata e con una figlia. Aveva trentasei anni, nel 1980, quando iniziò il primo trattamento dialitico, prima a Nuoro poi a Sassari, nella struttura allora diretta dal dottor Giovanni Battista Sorba. Dopo alcuni anni di dialisi, realizzata anche a casa grazie alla disponibilità di un rene artificiale concesso dalla struttura sassarese, la signora Antonina, che già era in lista d’attesa per un trapianto presso l’Umberto I di Roma, viene chiamata a Parigi, all’Hopital de la Pitié, per ricevere un rene. Era l’aprile del 1984. «Con il trapianto mia moglie è ritornata a vivere – racconta il signor Virdis –. Di quel periodo ricordo la felicità, l’euforia, la sua grande voglia di ritornare a scuola, tra i “suoi” ragazzi. Una grande voglia di vivere che non hai mai perso». La sua vita cambia, anche perché: «la situazione di un dializzato non è certo come quella di una persona che ha subito un trapianto – riprende – quegli appuntamenti tri-settimanali ti rubano una parte della tua esistenza, anche se sai che senza quelli la tua vita non sarebbe possibile». Al trapianto seguono una serie di controlli periodici, realizzati presso la struttura di Nefrologia, dialisi e trapianti di Sassari e, annualmente, presso l’ospedale parigino. L’esperienza della signora Antonina è particolare, perché se negli anni Ottanta l’aspettativa di vita di un trapiantato era di circa cinque anni, lei sovverte ogni statistica. Ad oltre vent’anni dal trapianto la signora conduceva una vita tranquilla e serena. Soltanto negli ultimi due/tre anni, anche per il normale invecchiamento del rene, durante i controlli di routine, alcuni valori non rientravano tra i soliti parametri. Ma non era motivo di particolare preoccupazione. Aveva 62 anni, il 17 maggio 2007, quando morì in seguito ad una emorragia celebrale provocata da una caduta. Antonina continua a vivere, e non soltanto nel ricordo dei familiari e di quanti le hanno voluto bene. Il suo fegato infatti è stato trapiantato a Cagliari su un paziente in lista da attesa. «Lei aveva ricevuto in “dono” un organo importante per la sua vita – conclude il marito – e in questo modo ha voluto dare una speranza in più a chi ormai la stava perdendo». Un gesto di altruismo e di amore per la vita, di solidarietà nei riguardi di chi, ancora, soffre in attesa di un organo che gli dia “nuova vita”. Si tratta di letti-bilancia elettronici di ultima generazione per la sala trapianti. Sono a quattro sezioni ad altezza variabile e dispongono di un sistema di movimentazione tramite attuatori elettrici. Il costo del letto singolo si aggira attorno ai 5 mila euro. I letti (modello 2000 maxi A/V) hanno una struttura in acciaio sabbiato con protezione antimicrobica. Questa riduce realmente il rischio che il paziente e il personale operante contraggano infezioni da contatto con agenti patogeni durante la dialisi o le successive operazioni di sanificazione degli arredi. I letti dispongono di quattro sensori che hanno una portata nominale di 100 Kg e assicurano il peso esatto qualsiasi posizione assuma il piano rete. Hanno montato un visualizzatore elettronico del peso, che permette le funzioni di tara sottrattiva manuale, di impostare le soglie di allarme, sonoro e visivo, per la diminuzione o l’aumento del peso. Inoltre dispongono di un “tasto tara” – “tasto di azzeramento tara” che permette di annullare il peso di eventuali oggetti di cui necessita il paziente (cuscini, coperte e altro) durante il ciclo di pesatura. Inoltre è possibile visualizzare la differenza fra il peso reale e il peso iniziale. Il display è luminoso e leggibile da lontano, ha una batteria anti blackout e un’interfaccia per il collegamento a Pc (utile nei Centri dialisi informatizzati). Il piano rete è idoneo per il massaggio cardiaco. Per i movimenti del piano rete i letti dispongono di gruppo di alimentazione con batterie ausiliarie.
Nella foto i nuovi letti elettronici
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