Rinnovato un progetto triennale di logopedia. Dal 2000 erogate sessantamila prestazioni. Anche Alghero prevista tra i centri attivi
ALGHERO – L’Azienda sanitaria locale di Sassari potenzia le attività sanitarie che si occupano del problema di salute legato ai disturbi del linguaggio nei bambini. Dopo l’aggiudicazione di gara d’appalto infatti, è stato di recente siglato un contratto della durata di tre anni con una cooperativa sociale di Sassari, che prevede l’erogazione di sedute logopediche all’interno di strutture aziendali distribuite sul territorio dell’Asl, nelle quali opera l’Unità operativa di neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza. Il progetto, già attivo dall’ottobre del 2000 e gestito sempre dall’Unità operativa di neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza, sino ad oggi ha permesso di erogare oltre sessantamila prestazioni rivolte a minori con disturbo del linguaggio. Nel corso del 2008, con l’attivazione di programmi di logopedia specifici, si prevede di seguire circa cinquecento bambini. I punti di forza delle attività del progetto aziendale che ha preceduto l’attuale sono stati la modalità integrata negli interventi rivolti al bambino e al suo ambiente di vita, la forte sinergia tra gli operatori delle strutture e i servizi interessati, oltre al costante monitoraggio degli obiettivi e della gestione operativa. Sono questi elementi che hanno orientato l’Asl nella scelta di assicurare continuità alla programmazione sanitaria specifica, con l'obiettivo di implementare l'uniformità e la distribuzione assistenziale nei tre distretti sanitari. È stata così confermata l’intenzione di potenziare le attività sanitarie rivolte al territorio e sviluppate secondo un’ottica di programmazione integrata e centrata sulla tempestività e sulla prevenzione. Infatti la diagnosi precoce e il trattamento tempestivo delle patologie della comunicazione e dei disturbi funzionali connessi costituiscono, nei bambini, un’importante azione che favorisce il miglioramento della loro salute e della qualità della loro vita e delle famiglie. Si tratta quindi di patologie numerose che hanno una notevole rilevanza dal punto di vista epidemiologico. Le principali aree di intervento sono rivolte ai disturbi specifici del linguaggio, ai disturbi linguistici secondari a patologie di tipo neurologico e cognitivo, ai disturbi della fluenza verbale con particolare riguardo alla balbuzie, ai disturbi da lesione sensoriale quali la sordità e l'ipoacusia. «La patologia della comunicazione più diffusa è il disturbo specifico del linguaggio – dice Gianfranco Aresu, responsabile dell’ “Uonpia-Unità operativa di neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza” – che rappresenta circa il 30percento della casistica dei problemi di comunicazione. È un disturbo che ha importanti conseguenze nell'apprendimento scolastico curricolare; è diagnosticabile a partire dai tre anni di età ed oggi disponiamo di importanti indicatori anche prima dei tre anni. È un problema che risponde al trattamento – conclude Aresu – e risponde tanto meglio quanto più è precoce l'intervento riabilitativo. Ecco perché è importante identificarlo tempestivamente». I bambini vengono quindi inseriti all’interno di un percorso assistenziale che parte dai pediatri, dai consultori familiari e dai servizi educativi. Sono queste figure che inviano il bambini alle strutture di riferimento (Uonpia, ambulatori specialistici dell’Istituto di neuropsichiatria infantile e altri specialisti aziendali) per un visita, una valutazione diagnostica e per l’avvio di un programma specifico. All’interno dell’Uonpia il bambino viene inserito in lista d’attesa quindi avviato in trattamento nella sede territoriale più vicina alle sue esigenze. Viene quindi preso in carico dal logopedista per lo svolgimento delle sedute. In questa fase vengono avviate prima verifiche intermedie quindi sui risultati. È a questo punto, a conclusione del ciclo di trattamento programmato, che si decide per una dimissione, una sospensione o una proroga del ciclo terapeutico. L'attuale pianificazione vede gli operatori presenti a Sassari, nell’Unità operativa di neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza di via Oriani e nel Villaggio San Camillo; ad Alghero, nei locali del distretto sanitario in via Sanzio; a Porto Torres, nel consultorio familiare; ad Ozieri, nei locali del distretto sanitario; ad Ossi, nel Centro Sociale; ad Ittiri, nel consultorio familiare dell’Ospedale “Alivesi”.
Commenti