Il nuovo acceleratore lineare presentato alla presenza dell’assessore Dirindin è un primo tassello per lo sviluppo del centro sassarese
SASSARI – Sassari, con l’Azienda ospedaliero universitaria, è il centro della Sardegna che, nell'ambito del Dipartimento di radioterapia istituito dalla Regione, avvia per primo il servizio a livello regionale. Con la sua apertura, quindi con l'entrata in funzione del nuovo acceleratore lineare, si amplia l'offerta terapeutica per la popolazione, anche perché salgano a due le macchine disponibili in città. Il nuovo acceleratore è installato presso l’Istituto di Scienze radiologiche dell’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari, dove trova sistemazione anche l’altro acceleratore lineare, un “Varian 2100”. Il nuovo acceleratore è stato presentato ieri sera in conferenza stampa, alla presenza dell’assessore alla Sanità, Nerina Dirindin, dei direttori generale dell’Asl, Giovanni Battista Mele, amministrativo dell’Aou, David Harris, sanitario dell’Aou, Antonello Ganau, del direttore dell’Istituto di Scienze radiologiche, Giulio Cesare Canalis. Sono numerose le neoplasie che possono richiedere l’impiego della radioterapia e riguardano diversi organi: polmoni, mammella, prostata. Quindi ancora i carcinomi del retto, quelli renali e i tumori del sistema nervoso. A questi si aggiungono quelli che colpiscono la regione del capo-collo, ad esempio testa, encefalo, lingua, palato, zone molto difficile da trattare per la presenza ravvicinata di numerosi organi che vanno salvaguardati dalle radiazioni. Ecco allora che attraverso l’acceleratore lineare è possibile “colpire” in maniera mirata e precisa la sola zona interessata dalla neoplasia. Il nuovo acceleratore rappresenta quindi il primo tassello per la realizzazione di un importante polo regionale della radioterapia a Sassari, definito dalla stessa Giunta regionale con la delibera di dicembre dello scorso anno, con la quale è stato istituito il Dipartimento regionale per la radioterapia. Gli altri tasselli sono rappresentati da un Tac Simulatore e un Tac diagnostico, che permetteranno un ulteriore sviluppo del centro sassarese.
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