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A.B. 21 febbraio 2008
Serd, apertura al territorio per programmare insieme
Gli operatori incontrano il mondo del sociale, il volontariato e le istituzioni locali


SASSARI - “Dipendenze, città, Serd” è il titolo di una serie di incontri-intervista organizzati dagli operatori di via Bottego e che coinvolgono il mondo del sociale, della sanità, del volontariato. Gli appuntamenti, che vedono la partecipazione anche di operatori delle istituzioni locali, dei tribunali, della Prefettura ma anche del mondo ecclesiale, hanno obiettivi ben precisi: far conoscere il Servizio Dipendenze, la sua organizzazione e il suo funzionamento all’intera comunità cittadina e, soprattutto, programmare insieme. «Più ampia è la conoscenza del Servizio maggiore è l’accettazione che si avrebbe dello stesso Serd». Il Serd quindi si apre al territorio e incontra chi, in questa realtà, partecipa alla programmazione e alla progettazione. In questa ottica si muovono quindi gli operatori e l’Azienda sanitaria locale, per i quali è importante slegare il Serd da quella visione strettamente connessa alla distribuzione del farmaco per i tossicodipendenti. Il Servizio di Via Bottego infatti è anche altro, al suo interno operano équipe multidisciplinari che basano la loro azione non soltanto sulle dipendenze da sostanze illegali ma anche su altre dipendenze, come quelle da alcol, videogiochi, tabagismo ed internet. È importante quindi, secondo gli operatori del Serd, aprire un dialogo e un confronto tra cittadini, professionisti, politici e responsabili delle politiche sociali e sanitarie, anche in previsione della distrettualizzazione del Servizio. Si prevede infatti di organizzarlo in centri distrettuali collocati all’interno di strutture sanitarie, dove opereranno équipe composte da operatori in grado di gestire la presa in carico globale del paziente con problemi di dipendenza. Intanto cosa è emerso dai due incontri-intervista organizzati tra Dicembre e Febbraio? I partecipanti hanno sottolineato l’esigenza di un coordinamento del sistema delle risorse e delle risposte in azioni, interventi e servizi attivi in città. Quindi è stata messa in luce la necessità di creare un “Osservatorio” permanente del fenomeno, attraverso il quale dar vita ad un tavolo di lavoro che sostenga e orienti la programmazione degli interventi del sistema delle dipendenze. In questo senso una preoccupazione specifica è stata espressa sulla diffusione dei consumi problematici di alcool, soprattutto tra gli adolescenti ed i giovani. Secondo gli “intervistati” inoltre serve una politica locale sulle droghe. Quindi ancora il servizio pubblico Serd deve essere decentrato e distribuito in città in contesti sanitari o socio-sanitari e deve essere diversificato nelle offerte rivolgendosi al fronte sempre più allargato e differenziato delle dipendenze: legali, illegali e comportamentali. «Il Serd deve essere visto come una opportunità per la collettività. – afferma Danila Grazzini, responsabile della struttura – Dal 1992 lavoriamo nelle scuole e ogni anno, nella nostra attività di prevenzione, incontriamo oltre duemila giovani». Per i rappresentanti di associazioni, enti, istituzioni che hanno preso parte agli appuntamenti, proprio la prevenzione deve essere una priorità e deve coinvolgere le scuole, la famiglia, il volontariato, i servizi sociali e sanitari, gli enti locali, le categorie industriali e commerciali. Un punto sul quale poi è necessario concentrare maggiore impegno è quello della riabilitazione perché – è convinzione degli intervistati – «il completamento del percorso di guarigione è tale soltanto quando e se ci si riabilita come persone sociali appartenenti alla comunità». Quindi è stata rappresentata la necessità di valorizzare e mettere in rete l’apporto specifico del mondo del volontariato e del privato sociale, di prestare specifica attenzione alle situazioni di dipendenza che incontrano il carcere. Infine l’esigenza di una informazione diffusa, mirata e strategicamente orientata, per la promozione di stili di vita salutari e per la prevenzione dei consumi e dei comportamenti problematici.
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