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A.B. 24 gennaio 2008
Salute mentale e dipendenze: La programmazione dell’Asl
L´Azienda sanitaria locale n.1, punta a riqualificare i servizi e offrire una migliore qualità assistenziale ai pazienti


SASSARI – Istituzione del Dipartimento di salute mentale e delle dipendenze (“Dsmd”), apertura dei Centri di salute mentale (“Csm”) ventiquattro ore al giorno, riqualificazione del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura, interventi di residenzialità e all’interno delle carceri e, nell’ambito delle dipendenze, creazione di centri distrettuali con équipe dedicate. Sono queste le linee programmatiche che l’Asl n.1 di Sassari si appresta a seguire nel corso del 2008 e che questa mattina, durante la “Conferenza locale di programmazione nell’area della Salute Mentale e delle Dipendenze”, sono state illustrate dal direttore generale Giovanni Battista Mele. L’incontro, organizzato dall’Assessorato Regionale alla Sanità, nella Camera di Commercio di Sassari, serviva per approfondire le tematiche generali e delle priorità locali all’interno degli interventi contenuti nel Piano sanitario regionale nel campo della salute mentale e delle dipendenze. «Nell’arco del 2007 infatti – hanno spiegato Remo Siza, direttore generale delle Politiche Sociali della Regione, e Pier Paolo Pani, direttore del servizio integrazione socio-sanitaria della Regione – la Giunta regionale ha adottato una serie di provvedimenti in questi due ambiti, che hanno portato prima alla trasformazione del “Sert” (servizio tossicodipendenze) in “Serd” (servizio dipendenze) quindi alla emanazione di linee guida per l’organizzazione dei Dipartimenti di salute mentale e delle dipendenze, all’interno dei quali è appunto confluito il “Serd”». Di recente poi sono state emanate le direttive per l’organizzazione degli interventi di emergenza-urgenza in salute mentale. Il 2008 diventa quindi un anno importante perché, alla luce di questo scenario, la Asl di Sassari nel suo territorio è chiamata a definire un piano attuativo degli interventi previsti nei due campi, articolandone gli aspetti tecnici, organizzativi e la tempestica. «La nostra Azienda vive questo momento di cambiamento con attenzione – ha detto Giovanni Battista Mele – Il nostro primo obiettivo sarà quello di rendere effettiva l’istituzione del Dipartimento di salute mentale e delle dipendenze, e questo avverrà all’interno dell’Atto aziendale, dove si trova l’assetto che vogliamo dargli. Quindi puntiamo all’apertura dei Centri di salute mentale nell’arco delle ventiquattro ore». In prima fila ci sono due centri, quello di Alghero e quello di Ozieri. Gli edifici destinati ad ospitarli necessitano di una trasformazione strutturale, che potrebbe essere realizzata in collaborazione con le Amministrazioni Comunali, le uniche deputate ad accedere ai finanziamenti Por in scadenza martedì 12 Febbraio. Su Sassari poi si punta anche alla riqualificazione del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura, attualmente inserito nella struttura ospedaliera, con interventi atti a renderlo più confortevole e idoneo. L’aspetto della residenzialità poi riveste un ruolo altrettanto importante nei programmi dell’Azienda sanitaria sassarese. «È necessario mettere in campo procedure che coinvolgano tutte le figure – ha detto Mele – gli utenti, i familiari, le associazioni, i Comuni e le Provincia così da realizzare per ciascuno un vero e proprio programma. In quest’ambito il ”budget di salute personalizzato”, riservato a ciascun utente, potrà offrire risposte più qualificate e idonee». Non è stato dimenticato neppure il lavoro all’interno delle strutture penitenziarie, che coinvolge sia gli operatori della salute mentale che delle dipendenze, né quello svolto per i Piani locali unitari dei servizi alla persona, all’interno dei quali vi è una forte sinergia con le amministrazioni locali. «A queste però – ha aggiunto Giuseppe Dell’Acqua, consulente della Regione nel settore della Salute Mentale – si deve aggiungere il terzo settore che deve ricevere dalle Asl una notevole valorizzazione». Un’operazione quella che sta mettendo in campo la Asl che prevede una revisione della dotazione organica, che permetta di uscire da una situazione di precarietà, quindi all’inserimento stabile di risorse. «La nostra Azienda poi – ha proseguito il direttore generale – deve gestire una eredità, quella del Parco di Rizzeddu, che racchiude in sé la storia della città. Noi vorremmo che questo fosse aperto alla città, senza muri divisori. Stiamo discutendo di questo con la Sovrintendenza e con il Comune. Anche l’Amministrazione Provinciale ci deve dare una mano». Infine il “Serd”. «È sempre stato considerato una questione difficile – ha concluso Mele – adesso invece deve trovare maggiore integrazione con le strutture sanitarie. Abbiamo perciò pensato alla creazione di centri distrettuali, dove operino équipe composte da una serie di operatori in grado di gestire la presa in carico globale del paziente». Si sono quindi succeduti gli interventi della dottoressa Alba Corona, responsabile del Dipartimento di salute mentale, e della dottoressa Danila Grazzini, responsabile del “Serd”. Entrambe hanno dato una breve descrizione delle attività delle loro strutture evidenziando le criticità presenti e i punti di forza del cambiamento in atto.
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11:19
Situazione critica per mancanza sala d´attesa presso il servizio di Guardia Medica di Alghero: richiesta urgente di intervento all’Azienda Sanitaria da parte del consigliere comunale Alberto Bamonti



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