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Red 14 gennaio 2021
Uva mediterranea per spingere l´economia
In materia di cooperazione, la Regione autonoma della Sardegna punta sul Progetto “BestMedGrape”: dal recupero delle vinacce una spinta all´economia circolare


CAGLIARI - Nell’ambito dei progetti Eni Cbc Med, di cui la Regione autonoma della Sardegna è Autorità di gestione, è stato finanziato, per il periodo di programmazione 2014-2020, “BestMedGrape”: l’iniziativa, che vede coinvolti cinque Paesi del bacino euro-mediterraneo, è guidata dall’Università degli studi di Cagliari e ha come scopo il recupero e il riutilizzo degli scarti della macerazione delle uve per la produzione di prodotti cosmeceutici e nutraceutici nanoformulati, mediante partenariati con le aziende del territorio. Il progetto ha avuto inizio a settembre 2019 e ha visto una successiva fase di sviluppo in autunno, con l’avvio dei primi laboratori. Il termine è previsto per la fine di agosto 2022, per un costo complessivo di 3,3milioni di euro, di cui 2,6 finanziati dall’Unione europea e il restante 20percento dai Governi nazionali dei cinque Paesi. Italia, Francia, Tunisia, Libano e Giordania entrano così a far parte di un sistema di economia circolare riguardante un settore comune le cui potenzialità non erano state ancora interamente sfruttate.

L’idea nasce dall’intuizione di voler utilizzare tutto ciò che si ottiene dalla raccolta dell’uva, ricca di polifenoli capaci di proteggere l'organismo dallo stress ossidativo grazie alle loro proprietà antitumorali, antinfiammatorie, antinfettive e antimicrobiche. Infatti, con l’utilizzo delle nanotecnologie è possibile estrarre le componenti funzionali e trasformarle in bio-attivi per la realizzazione di integratori alimentari e prodotti cosmetici. In questo modo, viene supportata la creazione e la crescita di start-up innovative che, collaborando con le aziende viti-vinicole, ne salvano gli scarti. Oltre a fornire i preziosi estratti, l’operazione di riciclo ha anche un risvolto positivo in termini di economia verde, ripulendo i terreni da sostanze potenzialmente nocive per i nuovi raccolti.

Gli scarti o vinacce (gambi, bucce e semi d'uva) vengono selezionati e coltivati nella Banca del Germoplasma dell’Università di Cagliari, dove parallelamente le piante vengono allevate per verificarne la vitalità e la resistenza agli stress ambientali. Il trasferimento delle competenze tecnologiche per l’estrazione dei fitocompressi dalle vinacce avviene grazie ai “living labs”, che in Sardegna vengono organizzati dal Crea–Centro servizi di Ateneo per l’innovazione e l’imprenditorialità dell’Università di Cagliari, e dal Consiglio nazionale delle ricerche di Sassari. Il tutto a beneficio di un sistema di economia circolare per i territori che favorisce nuove realtà occupazionali e l’acquisizione di nuove competenze per quelle esistenti, grazie anche allo scambio di informazione scientifica tra tutti i soggetti coinvolti nei cinque Paesi del Mediterraneo che possono dialogare e scambiarsi informazioni e competenze tramite una piattaforma telematica istituita ad hoc. Le aziende partner finora coinvolte in Sardegna sono le “Cantine Argiolas”, la “Icnoderm” e l’Istituto Tecnico “Ottone Baccaredda”.
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