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Cor 12 ottobre 2020
«Concessioni marittime, Comune assente»
I gruppi consiliari del Movimento 5 stelle e di Sinistra in Comune presentano un ordine del giorno per discutere in Consiglio comunale quale ruolo l’amministrazione comunale voglia assumere nella gestione, nella programmazione e pianificazione nel mare di Alghero


ALGHERO - Non bastano ai consiglieri comunali Ferrara e Porcu (M5s) e Di Nolfo (Sinistra in Comune) le rassicurazioni di Fabio Cotogni, che sul Quotidiano di Alghero raccontava tutto il percorso amministrativo, l'iter burocratico ed il processo di coltivazione delle ostriche ad Alghero. Così i tre consiglieri, così come già annunciato dalla deputata Paola Deiana che sul tema ha addirittura presentato un'interrogazione al Ministero competente, focalizzano l'attenzione sulla pubblica fruizione, il transito dei natanti e la possibilità di effettuare attività sportiva nelle acque del golfo dove la giovane cooperativa di algheresi ha insediato l'impianto di allevamento delle ostriche.

«A fronte delle autorizzazioni rilasciate, non risulta che il Comune di Alghero abbia avuto alcun ruolo di pianificazione e programmazione degli interventi proposti. Il ruolo del Comune non è affatto secondario, come affermato anche dalla sentenza del Tar Sardegna N. 736/2013, in quanto “portatore di un interesse qualificato... alla partecipazione al procedimento amministrativo finalizzato alla individuazione di un’area marina per la realizzazione di un impianto” di acquacoltura, “attese le inevitabili implicazioni che tale qualificazione comporta sia nell’esercizio delle sue prerogative di carattere urbanistico che, più in generale, nella gestione e nell’utilizzo del territorio, e in particolare della fascia costiera» sottolineano Ferrara, Porcu e Di Nolfo.

«Vista la delibera della RAS n. 3/26 del 22.01.2020 relativa alla predisposizione del “Piano regionale per le zone allocate per l’acquacoltura (AZA) a mare e per l’acquacoltura nelle acque interne”, al fine di evitare che il golfo di Alghero diventi area interdetta alla navigazione “a macchia di leopardo”, con ripercussioni negative in termini di fruizione turistica e sportiva, nonché per il semplice transito dei natanti, sarebbe opportuno che tale Piano venga redatto in accordo con la RAS in modo da programmare e pianificare le attività di acquacoltura garantendo contestualmente l’interesse pubblico, la tutela dell’ambiente e la certezza del diritto per gli operatori economici» concludono i tre consiglieri comunali.
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