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Red 12 settembre 2020
L’Italia si candida a ospitare l’Einstein telescope nel Nuorese
Il secondo sito in fase di valutazione per la realizzazione dell´infrastruttura è l´Euregio Meuse-Reno, ai confini di Belgio, Germania e Paesi Bassi. La decisione sulla futura localizzazione sarà presa entro i prossimi cinque anni


NUORO - L’Italia ha ufficializzato la proposta di realizzare in Sardegna, nel territorio del Nuorese, l’Einstein telescope, un osservatorio pionieristico di terza generazione per le onde gravitazionali che contribuirà in modo decisivo a migliorare la conoscenza dell’universo e dei processi fisici che lo governano. L’Italia è alla guida del gruppo di nazioni che hanno presentato la proposta nell’ambito dell’aggiornamento per il 2021 della roadmap Esfri, il forum strategico europeo che definisce quali saranno le future grandi infrastrutture di ricerca in Europa, in virtù della sua lunga tradizione scientifica nel settore della rivelazione diretta della onde gravitazionali. L’impegno assunto dal Ministero dell’Università e della ricerca italiano ad ospitare in Sardegna questa infrastruttura è supportato dalle espressioni di interesse da tre enti di ricerca nazionali italiani: l’Istituto nazionale di fisica nucleare (coordinatore del progetto con gli olandesi del Nikhef, l'Istituto nazionale di fisica subatomica), l’Istituto nazionale di astrofisica e l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia . La Regione autonoma della Sardegna, così come le università di Sassari e di Cagliari, hanno espresso il loro vivo interesse all’installazione di questa infrastruttura di ricerca avanzata. Il secondo sito in fase di valutazione per la realizzazione dell'infrastruttura Et è l'Euregio Meuse-Reno, ai confini di Belgio, Germania e Paesi Bassi. La decisione sulla futura localizzazione sarà presa entro i prossimi cinque anni.

«Le grandi infrastrutture di ricerca sono volano per la crescita scientifica, tecnologica ed economica - sottolinea il presidente dll'Infn Antonio Zoccoli - Ospitare grandi infrastrutture di ricerca significa attrarre nel proprio Paese giovani ricercatori e scienziati di altissimo livello da tutto il mondo, significa favorire lo sviluppo di un tessuto industriale dell’alta tecnologia, significa conquistare una leadership internazionale in campo scientifico. Poter realizzare questi ambiziosi progetti in Italia rappresenterebbe un’opportunità unica per catalizzare sul nostro territorio l'afflusso di nuove risorse, in termini sia di competenze scientifiche e tecnologiche sia economici, rafforzando l’eccellenza della ricerca italiana in questi ambiti, e favorendo l'innovazione e la competitività dell'industria nazionale sul mercato globale». «Et consentirà agli scienziati di rivelare eventi di coalescenza di due buchi neri di massa media nell'intero universo contribuendo alla comprensione della sua evoluzione - spiega il responsabile internazionale del progetto Michele Punturo - e consentirà di vedere sotto una nuova luce l'universo oscuro chiarendo quali ruoli giochino l’energia e la materia oscura nella struttura dell'universo».

«Et è un’impresa scientifica e tecnologica di rilevanza globale, ed esprimo quindi tutta la mia soddisfazione per questo primo traguardo, che è stato possibile raggiungere grazie in primo luogo all’impegno dell’Università di Sassari, dell’Infn e di tutti gli enti scientifici coinvolti - commenta il rettore dell’Ateneo turritano Massimo Carpinelli - Ora ci auguriamo che il nostro grande progetto venga incluso nella prossima Roadmap di Esfri e che possa essere ospitato in Sardegna. La presenza di un centro di ricerca di prima grandezza in territorio sardo apre prospettive di eccezionale rilevanza per lo sviluppo della Regione e per il futuro di tutti i giovani sardi». «Il coinvolgimento dell’Università di Cagliari è una nuova dimostrazione delle politiche che l’Ateneo cagliaritano porta avanti – dichiara il rettore Maria Del Zompo – La cultura è la base dell’innovazione, a sua volta fondamento della crescita economica. Le eccellenze presenti nell’Università di Cagliari nel campo della fisica, dell’ingegneria mineraria, energetica ed elettronica, dell’informatica, della geologia e delle telecomunicazioni rendono il contributo dell’Ateneo non solo di conoscenza, ma anche di competenza, e sarà sbocco naturale per i nostri studenti, dottorandi e ricercatori contribuendo a rafforzare la candidatura italiana. L’innovazione è il risultato di un percorso in cui la conoscenza aumenta di valore nel tempo fondandosi sulle scoperte del passato che diventano la base delle conoscenze future: l’esempio sono le miniere. Poter utilizzare una realtà del passato della Sardegna come base per lo sviluppo del futuro dimostra l’importanza della cultura universitaria, perché sono più solide le basi di chi costruisce sul passato rispetto a chi si limita solo al presente, anche in realizzazioni come questa che negli anni supereranno l’attuale stato dell’arte».
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