SASSARI – Medici e veterinari della Asl numero 1 di Sassari uniscono le forze per controllare e monitorare il fenomeno della tubercolosi. Il loro compito sarà quello di sviluppare un “programma” della malattia che, in questi ultimi anni, sembra mostrare segni di recrudescenza. L’Azienda di Via Catalocchino, tra le prime sul territorio regionale, nei giorni scorsi quindi ha istituito un “Gruppo di contatto” che opererà per la promozione delle attività di sorveglianza, controllo ed educazione sanitaria rivolto alla prevenzione, per una più efficiente ed efficace azione di contrasto allo sviluppo ed alla diffusione della malattia tubercolare. Del Gruppo, che per la sua azione farà riferimento ad un coordinatore aziendale della direzione generale e sanitaria dell’Asl, fanno parte medici e veterinari del Dipartimento di Prevenzione di Via Amendola 55: medici del Servizio di Igiene Pubblica, veterinari del Servizio di Sanità animale e del Servizio di Igiene degli alimenti di origine animale; quindi il medico competente dell’Asl e un medico esperto di fisiopatologia respiratoria. A livello mondiale la malattia, che sembrava avviata verso un lento esaurimento, sta presentando adesso fenomeni di recrudescenza, in Europa alimentata soprattutto dal fenomeno dell’immigrazione. Da qui l’esigenza di aumentare le attività di vigilanza e controllo. Alla base della scelta dell’Azienda sanitaria di formare il Gruppo di specialisti quindi ci sono i casi di tubercolosi bovina registrati nel territorio del Goceano e che hanno spinto l’assessorato regionale alla Sanità ad adottare, il 19 novembre scorso, il decreto numero 30, che riguarda appunto le “misure urgenti nei confronti della tubercolosi bovina nel territorio della Asl di Sassari”. Si aggiungono le segnalazioni di nuovi casi incidenti di tubercolosi nella popolazione residente nel territorio dell’Asl sassarese. Ecco allora l’urgenza di definire misure specifiche di controllo della malattia nell’ambito del campo di operatività degli specialisti dell’Azienda sanitaria locale numero 1, oltre che la necessità di formulare protocolli specifici che possano garantire l’adeguata sorveglianza sanitaria nei confronti sia della popolazione sul territorio che all’interno delle strutture sanitarie. Il Gruppo di contatto nasce quindi in armonia con le linee guida nazionali e con l’iniziativa della Regione Sardegna che ha a luglio scorso ha creato il Gruppo Stop Tbc. Il Gruppo di contatto sassarese allora, nell’ambito di un gruppo di lavoro più allargato, potrà ricorrere alla consulenza anche di specifiche professionalità specialistiche presenti all’interno dell’Asl sassarese, come i radiologi del territorio e dell’ospedale sassarese, nonché gli esperti dell’Osservatorio epidemiologico. La task force medici-veterinari dovrà inoltre assicurare il necessario collegamento funzionale tra la Asl e gli altri enti ed istituti coinvolti a diverso titolo nella salvaguardia della salute pubblica della malattia tubercolare. Tra questi la Facoltà di veterinaria dell’Università di Sassari, l’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna, l’Istituto di microbiologia, l’Istituto di malattie infettive e la Clinica di tisiologia dell’Università di Sassari. Il Gruppo potrà infine coinvolgere anche professionalità specialistiche esterne a seconda delle necessità accertate.
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