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Red 27 maggio 2020
«La scuola deve ripartire a settembre»
I consiglieri regionali del Partito democratico, dei Progressisti e del Movimento 5 stelle puntano sulla sicurezza degli alunni e degli insegnanti, presentando una mozione


CAGLIARI - «E’ inderogabile: a settembre la campanella deve suonare per tutti gli studenti della Sardegna. La sicurezza e la fruizione delle aule per il corpo docente e gli studenti devono essere i punti chiave per un piano di potenziamento sia nelle scuole dei piccoli Comuni, sia nei centri più importanti, prevedendo la formazione di classi numericamente ottimali ed assicurando, a tutte le scuole fin dall’inizio del nuovo anno scolastico, la copertura di tutti i posti di organico necessari, sia del corpo docente che del personale Ata, prevedendo una procedura alternativa ai concorsi programmati che non potranno svolgersi in tempo utile».

Ad affrontare la questione sono i consiglieri regionali del Partito democratico dei Progressisti e del Movimento 5 stelle, con una mozione, primo firmatario Piero Comandini, chiedendo che in Consiglio regionale oltre all’emergenza sanitaria ed economica, si parli anche di scuola, ed impegnano il presidente della Regione autonoma della Sardegna Christian Solinas a sospendere, alla luce del perdurare dell’emergenza sanitaria da Covid-19, il piano di dimensionamento per l'anno scolastico 2020/2021 approvato con la delibera della Giunta Regionale n.3/28 del 22 gennaio, e riorganizzare la scuola in Sardegna in deroga alla normativa nazionale sulla riorganizzazione della rete scolastica e dei parametri fissati nel dPr 233/1998.

«Alla riapertura del prossimo anno scolastico – proseguono - uno dei problemi che si dovrà affrontare, per prevenire eventuali contagi, sarà rappresentato dalla necessità di garantire la “distanza fisica” tra gli studenti all’interno delle classi, e la didattica a distanza, non può e non deve diventare nè la normale modalità, né una modalità complementare di fare scuola in Sardegna, anche perché questo metodo ha fortemente ampliato le disuguaglianze sociali, economiche e territoriali. Sarà fondamentale - concludono i consiglieri - prevedere la messa a norma e l’allestimento di tutti gli spazi necessari per fare scuola nel rispetto delle prescrizioni necessarie alla prevenzione e al contrasto del contagio del CoronaVirus, non solo in termini di volumetrie, di distanze minime e di percorsi di sicurezza ma anche in termini di accoglienza, è quindi necessario predisporre contestualmente ambienti sicuri, accoglienti, versatili e in grado di risultare non solo spazi fisici, ma stimolanti teatri di apprendimento per tutti e per ciascuno».
Commenti
9/7/2020 video
Il Comune di Alghero non partecipa inspiegabilmente al primo bando del Ministero dell´Istruzione per ottenere i fondi per il miglioramento della sicurezza e della fruibilità degli ambienti scolastici in previsione del rientro a scuola dopo l´emergenza Covid. L´allarme è di Pietro Sartore, nella sua doppia veste di insegnante e consigliere comunale. «C´è però una nuova opportunità per i comuni sbadati, sarebbe grave non presentare la domanda» sottolinea, nel tentativo di spronare l´Amministrazione affinchè non si perda un´importante opportunità, al pari di quanto fatto da numerosi comuni sardi e dalle province


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