Skin ADV
Cagliari Oggi
Notizie    Video   
NOTIZIE
Cagliari Oggi su YouTube Cagliari Oggi su Facebook Cagliari Oggi su Twitter
Cagliari OgginotiziesardegnaEconomiaEnogastronomia › Conseguenze Covid: primo dossier vino
Red 20 maggio 2020
Conseguenze Covid: primo dossier vino
È un’indagine dal basso con le aziende protagoniste – spiega il presidente di Coldrietti Sardegna Battista Cualbu - che consente di avere una radiografia del settore vitivinicolo dopo l’esplosione del CoronaVirus e l’adozione delle limitazioni da parte del Governo. Ne emerge un quadro completo, con produzioni e mercati di rifermento, perdite dovute al lockdown per concludersi con le proposte sugli strumenti da adottare per attutire il pesante colpo e poter ripartire»


CAGLIARI - Gli oltre due mesi di lockdown sono costati cari al settore vitivinicolo sardo che ha ridotto le vendite di circa il 70percento, con punte del 100percento, in quantità rispetto all’anno precedente (65percento in valore) e ne prevede il 65percento per i prossimi sei mesi. E’ quanto emerge dal primo Dossier in tempo di Covid sul settore elaborato da Coldiretti Sardegna, frutto di un report approfondito su un campione significativo di cantine, cinquantadue, distribuite uniformemente su tutto il territorio regionale di dimensioni variabili, espressione di una produzione di 193.463ettolitri di vino (oltre il 55percento del totale prodotto nell’Isola nella annata 2019) e circa 21milioni di bottiglie. «È un’indagine dal basso con le aziende protagoniste – spiega il presidente di Coldrietti Sardegna Battista Cualbu - che consente di avere una radiografia del settore vitivinicolo dopo l’esplosione del CoronaVirus e l’adozione delle limitazioni da parte del Governo. Ne emerge un quadro completo, con produzioni e mercati di rifermento, perdite dovute al lockdown per concludersi con le proposte sugli strumenti da adottare per attutire il pesante colpo e poter ripartire».

Il Covid sta costando caro alla viticoltura sarda, uno dei settori più dinamici ed innovativi dell'agricoltura isolana che, seppur rappresenti circa l’1,5percento della produzione italiana (prima produttrice al mondo di vino), si distingue per l’altra qualità del vino, con circa l’80percento della produzione a marchio Doc ed Igp. E’ uno dei settori agricoli più colpiti dall’emergenza sanitaria del secolo dovuta soprattutto alla chiusura di uno dei mercati di riferimento, l’Horeca, ed in generale dall’isolamento forzato delle persone, fattore antagonista del consumo del vino che nella cultura sarda si ama bere in compagnia. Dal report di Coldiretti Sardegna, emerge che il 47percento del mercato di riferimento del vino sardo è rappresentato dal settore HoReCa, cui segue il canale delle enoteche e wine bar (20percento), della vendita diretta (17percento) e della Gdo (16percento). L’area geografica di riferimento per le vendite è principalmente il mercato isolano (56percento), seguito dal mercato nazionale continentale (23percento). Le perdite per i mesi di lockdown rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente è del 68percento in bottiglie e del 65percento in valore, maggiormente accentuato nelle aziende che si rapportano principalmente con il canale HoReCa dove si registrano cali del 90percento e 100percento. Buie sono anche le previsioni per i prossimi sei mesi, anche se difficilmente determinabili in quanto legate all’andamento del virus ed alle decisioni che saranno assunte dal Governo italiano e regionale, in particolare per il periodo delle ferie estive. Infatti, le aziende stimano, per i prossimi sei mesi, perdite di circa il 64percento rispetto allo stessi mesi del 2019.

Intervistate sulle possibili soluzioni da adottare per resistere all’emergenza economica, le proposte delle aziende coinvolte nell’indagine si possono sintetizzare in richiesta di liquidità, meno burocrazia e conseguente velocità nell’attuazione degli interventi e promozione dei vini nei mercati interni ed esteri. La misura maggiormente attesa dalle aziende è sicuramente quella che garantisce immediata liquidità con strumenti finanziari a tassi ridotti o azzerati per far fronte ai minori o mancati incassi ed alle spese che le aziende stanno sostenendo per le attività colturali in vigna e per programmare la nuova annata alle porte. Ma chiedono anche aiuti a fondo perduto e l’accelerazione nella spesa dei fondi comunitari e regionali per le domande di sostegno già presentate per diverse annualità. Chiedono anche investimenti per migliorare i trasporti e la mobilità da e per la Sardegna sia delle persone che delle merci, oltre a programmi di promozione dei vini sui mercati esteri ed interni e sul turismo. «Anche in questo momento cosi difficile in cui la viticoltura è messa a dura prova, i vignaioli si dimostrano maturi e lucidi dando uno spaccato della crisi dovuta all’emergenza e proponendo delle soluzioni finalizzate al mercato con aiuti diretti ed indiretti – afferma il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba - Ciò che chiediamo alla Regione, insieme alle aziende attraverso il report che abbiamo presentato, è sburocratizzazione e immediatezza nell’attualizzare gli interventi per non vanificare un lavoro importante portato avanti negli ultimi decenni, che grazie agli investimenti e all’innovazione ci hanno consentito di ritagliarci una fetta di mercato, sebbene piccola, di altissima qualità».

«Alla Regione – spiega Cualbu - stiamo presentando un pacchetto di interventi di 8milioni di euro necessari per non perdere fette importanti di mercato, non deprezzare il prodotto e garantire allo stesso tempo le condizioni minime per poter programmare e lavorare nella prossima annata». Le proposte sono di maggiori fondi per il Pns investimenti; l’integrazione cospicua dei fondi per la distillazione rispetto a quelli previsti dal Governo, da destinare a circa il 30percento dei vini bianchi e rosati consentendo di svuotare le cisterne da utilizzare nell'imminente nuova annata, non far crollare il prezzo con le sovrapproduzioni e, allo stesso tempo, sperimentare anche un alcool 100percento sardo; aumentare la percentuale di taglio consentita oltre il 15percento, dando la possibilità alle cantine di riversare nella nuova annata parte del prodotto invenduto a causa del Covid; il pegno rotativo per affinamento dei vini ed una campagna di comunicazione per promuovere il vino nei mercati esteri e locali.
Commenti
4/6/2020
Nasce ad Alghero il mercatino virtuale dei prodotti enogastronomici. «Dalla nostra terra con un tocco di modernità e innovazione». A partire da “Al Forno” di Fabrizio Carboni, vero fulcro nel centro di Alghero per la vendita delle tipicità del territorio


Hosting provider Aruba S.p.A. Via San Clemente, 53 - 24036 Ponte San Pietro (BG) P.IVA 01573850516 - C.F. 04552920482

© 2000-2020 Mediatica SRL - Alghero (SS)