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Cor 19 febbraio 2020
«Air Italy, cuore e testa in Sardegna»
Garanzia per i lavoratori, confronto serrato col governo e rinascita della compagnia in Sardegna: Solo le tre priorità fissate dal Consigliere regionale di Cambiamo! Antonello Peru


OLBIA - «Garantire tutti gli strumenti necessari per salvare le sorti degli oltre 1400 dipendenti. Aprire il confronto con il Governo e con le parti sociali per ribadire il ruolo strategico della compagnia aerea nella politica dei trasporti in Sardegna. Far rinascere da Air Italy un vettore che abbia cuore e testa in Sardegna con l’obiettivo prioritario di soddisfare le esigenze di trasporto dell’isola ponendo al centro i servizi della continuità territoriale». Solo le tre priorità fissate dal Consigliere regionale di Cambiamo! Antonello Peru (nella foto) che questa mattina è intervenuto nel dibattito nell’emiciclo di via Roma sulla sorte della compagnia aerea. In meno di 24 ore è venuta a mancare un pezzo di storia di Sardegna.

«Il fallimento di Air Italy non è nient’altro che la testimonianza del fallimento delle politiche di quanti hanno sempre sostenuto che lo sviluppo della Sardegna potesse passare dai soldi e dalle capacità di altri – prosegue Peru - Sembra quasi che vogliamo ricommettere gli errori del passato quando negli anni 70 abbiamo pensato che dal petrolio, dalla chimica e dalla industrializzazione forzosa, potesse derivare per la Sardegna una nuova età dell’oro». Così non è stato. «Perché il piano di rinascita, nei tre poli industriali, ci ha dato operai per una sola generazione e ci ha lasciato in eredità inquinamento, veleni e disoccupazione per le future generazioni – spiega l’esponente del gruppo Cambiamo! - Udc - Cosi sembra possa accadere per i fondi degli arabi destinati alla sanità, al turismo e ai trasporti. E non vorremmo mai che la stessa sorte toccasse al mater Olbia».

Secondo Peru «la realtà è che ai sardi e a allo sviluppo dell'Isola devono pensarci prima di tutto i sardi e la politica sarda. Non possiamo non constatare che alla Qatar Airwais e agli Emiri non interessano i profitti del trasporto aereo e non li preoccupano neppure le perdite in bilancio. È evidente a tutti che a loro non affascina la nostra continuità territoriale, al contrario gli interessano i cieli del nord America e avere una licenza per i soli voli intercontinentali – rimarca il numero uno isolano di Cambiamo! – Al consiglio regionale, piuttosto che indagare la geopolitica e gli equilibri economico finanziari del mondo arabo, spetta il compito di ricercare una soluzione credibile e praticabile per tutelare il diritto dei sardi alla mobilità e quello dei lavoratori a non essere le vittime di un dramma annunciato o quasi».

«E dunque ritorniamo alle priorità: prima di tutto il futuro dei lavoratori per i quali bisogna trovare soluzioni immediate che evitino il licenziamento. Indispensabile anche avviare un confronto con il governo e con le parti sociali che abbia al centro il ruolo strategico della compagnia aerea nella politica dei trasporti da e per l’isola». Sulla linea tracciata dal rappresentante sardo di Cambiamo! non ci sono dubbi: «E’ necessario inoltre aprire il confronto con il governo e con le parti sociali per ribadire l’elemento decisivo della compagnia aerea nella politica dei trasporti in Sardegna – Infine, bisogna agire subito per rilanciare una compagnia sarda al servizio della Sardegna. Verrebbe da dire: ripartiamo dall’amore che il Principe ha sempre dimostrato per la Sardegna per ridare le ali ai sardi, ma soprattutto rimettiamo la politica sarda al centro delle questioni che attengono i diritti, lo sviluppo, la crescita e il lavoro dei sardi».
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