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Antonio Burruni
1 novembre 2007
«Da Milia solo accuse gratuite e superficiali»
Langella e Paulesu replicano così al commento fatto dal segretario provinciale dell’Udc in seguito alle loro dimissioni dal partito

ALGHERO - «E’ doveroso replicare alle accuse mosseci dal segretario provinciale dello scudo crociato (nonché ex appartenente di Forza Italia, partito dal quale non dubitiamo sia uscito per buoni motivi…) onorevole Sergio Milia». Inizia così la replica di Gianfranco Langella ed Andrea Paulesu, all’indomani delle dichiarazioni del segretario provinciale dell’Udc sulle loro dimissioni dal partito e sul loro ingresso nella nuova Democrazia Cristiana per le Autonomie. I due consiglieri comunali si interrogano sui motivi che hanno impedito al direttivo dell’Udc di convocare l’assemblea locale del partito, mai avvenuta a partire dal dopo-elezioni fino ad oggi, «avvenimento –sottolineano – che sicuramente avrebbe garantito momenti di confronto e riflessione, riguardo gli obbiettivi comuni del partito stesso (ad esempio, l’assegnazione della presidenza del Parco)». Ma l’analisi di Langella e Paulesu prosegue analizzando i diversi ruoli all’interno del partito. «Evidentemente – spiegano – questo “atto dovuto” non era conveniente per certi personaggi, da sempre abituati a tramare alle spalle di persone in buona fede, considerate solo portatori d’acqua o loro subalterni. E quanti “doppi incarichi” questi vecchi della politica devono ancora assumere prima di lasciare “qualcosa” alle nuove leve”? Sarà forse questa – si interrogano ironici – la tanto citata meritocrazia? E se si, allora ci si spieghi perché questa non è stata attuata nelle precedenti Amministrative. Di sicuro – sottolineano – anche questo non era conveniente a quei tempi. Altro che carnevalate». Langella e Paulesu ricordano che insieme hanno portato all’Udc, oltre a tanti e determinanti voti, anche entusiasmo, lealtà e senso di squadra, «valori che, purtroppo, ci pare non facciano parte di questo gruppo politico – proseguono – fatto di tanti Ponzio Pilato con spirito machiavellico». Sono questi i motivi per i quali, i due consiglieri comunali, hanno ritenuto naturale, nell’interesse di ambo le parti, di abbandonare il partito e di «continuare con rinnovato impegno il nostro lavoro politico nelle fila della Democrazia Cristiana per le Autonomie, sicuri – concludono – di non aver deluso i nostri elettori, che anzi, alla luce dei fatti, hanno sicuramente capito e avvallato la nostra sofferta decisione».
Nella foto: Gianfranco Langella
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