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A.B. 4 settembre 2007
Sì agli "ospedali di comunità"
Ieri, i sindaci del Distretto di Alghero ed il presidente della Provincia, hanno manifestato il loro consenso per la costituzione delle strutture a Ittiri e Thiesi. Gli amministratori apprezzano la fase del dialogo e del confronto avviata dal direttore generale dell’Asl Mele


ALGHERO - «Sì alla creazione dell’ospedale di comunità nelle strutture sanitarie di Thiesi e Ittiri». La stagione del dialogo e del confronto, quella inaugurata dal nuovo manager dell’Asl Giovanni Battista Mele, con una serie di incontri con l’Amministrazione Provinciale ed i Comuni del nord-ovest Sardegna, ha già prodotto il primo risultato. L’idea di accelerare i tempi per la costituzione dell’ospedale di comunità e implementare così il servizio di assistenza sanitaria sul territorio del Distretto di Alghero (che comprende, oltre ad Alghero, anche Banari, Bessude, Bonnanaro, Bonorva, Borutta, Cheremule, Cossoine, Giave, Ittiri, Mara, Monteleone Roccadoria, Olmedo, Padria, Pozzomaggiore, Putifigari, Romana, Semestene, Siligo, Thiesi, Torralba, Uri e Villanova Monteleone), incassa il consenso unanime dei sindaci interessati e del presidente della Provincia, Alessandra Giudici, che ieri mattina si sono riuniti nella sala consiliare del Comune di Thiesi per incontrare i vertici dell’Azienda sanitaria locale. «L’ex numero uno dell’Asl, Bruno Zanaroli, aveva raccolto un’eredità pesantissima e ha lavorato soprattutto per far quadrare i conti, ora però è arrivato il tempo di lavorare assieme per migliorare i servizi e costruire un sistema sanitario più adeguato alle richieste e alle esigenze del territorio», è stata la richiesta formulata da Alessandra Giudici a nome di tutti gli amministratori pubblici del territorio, che all’incontro sono intervenuti in massa a testimonianza del fatto che le politiche locali in materia sanitaria restano tra le principali preoccupazioni di Provincia e Comuni. Una richiesta di coinvolgimento e di concertazione, quella avanzata dal presidente della Provincia che Mele non ha avuto difficoltà ad accogliere. La riunione del distretto, tra l’altro la prima da un bel po’ di tempo a questa parte convocata per volontà dei vertici Asl, per Mele rappresentava infatti «l’occasione per chiedervi il massimo sostegno sull’iniziativa che entro metà Ottobre potrebbe portare alla creazione dell’ospedale di comunità – ha spiegato – ma ritengo che questo incontro e questo argomento siano solo il pretesto migliore per aprire una fase di dialogo e di confronto su tutti i problemi e le esigenze di cui siete portatori a nome del territorio». L’alleanza si tradurrà a breve in un documento sottoscritto da tutti i sindaci e dal presidente della Provincia per esprimere il favore alla creazione di un servizio ospedaliero assolutamente innovativo, rispetto al quale diversi professionisti locali della medicina di base hanno manifestato il proprio consenso. Sarà proprio dalla collaborazione tra Asl e medici di famiglia che nascerà la definizione delle caratteristiche standard dell’“ospedale di comunità–casa della salute”. Ecco quindi che, affinché la realizzazione corrisponda alle effettive necessità del territorio, è stato concordato che alcuni medici di base, tra il 12 ed il 13 Settembre, effettueranno dei sopralluoghi in realtà similari già realizzate in Umbria e Marche per conoscere le esperienze di ospedali di comunità, così da cogliere quegli aspetti essenziali che potranno essere poi trasferiti sul territorio. Ci sono un milione e mezzo di euro disponibili, e considerato che i lavori da fare per adeguare le strutture alle nuove esigenze non sono tanti, «quella cifra potrebbe essere quasi interamente destinata all’implementazione del personale e delle tecnologie necessarie a far funzionare a dovere l’ospedale di comunità», assicura Mele, accompagnato per la prima volta dal nuovo direttore sanitario, Marcello Acciaro, e da quello amministrativo, Chiara Salis. Proprio loro, assieme al responsabile sanitario del distretto, Maria Serena Zedda, di fronte alle richieste ribadite in coro dai sindaci, hanno confermato la volontà di «ampliare i servizi offerti sul territorio, mediando attraverso un sistema di assistenza a rete tra la necessità di evitare scelte antieconomiche e quella di non privare le aree periferiche di servizi ritenuti fondamentali». Le novità in cantiere riguarderanno il 118, la rete dell’emergenza cardiologica, il potenziamento dell’emodinamica all’ospedale civile di Sassari, l’assistenza domiciliare integrata, la medicina scolastica. Per ora sono solo ipotesi, anche se i progetti cui si sta lavorando sono in una fase di elaborazione piuttosto avanzata. «Non ci aspettiamo che ogni nostra richiesta possa essere immediatamente accolta», ha concluso Alessandra Giudici, che come presidente della Provincia presiede anche la conferenza dei distretti sanitari. Ma se il buon giorno si vede dal mattino, «abbiamo chiesto a più riprese di collaborare alla costruzione di un sistema sanitario locale migliore – conclude – la prima richiesta era proprio quella di essere ascoltati, direi che siamo sulla strada giusta».
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11:19
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