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M.P.
12 giugno 2018
Mancano i contributi: salta il Palio di Santu Bainzu
La città di Porto Torres rischia di rinunciare ad una delle manifestazioni culturali che caratterizzano la Festha Manna

PORTO TORRES - La città di Porto Torres rischia di rinunciare ad una delle manifestazioni culturali che caratterizzano la Festha Manna. Evento di coda il Palio di Santu Bainzu con i suoi cavalieri e amazzoni pronti a sfidarsi nella corsa all’anello, ora rischia di saltare. Non ci sono risorse finanziarie. Ad annunciarlo con rammarico è la stessa associazione Etnos che da cinque anni organizza l’iniziativa in onore di San Gavino. «Sentiamo il bisogno di dare una spiegazione ai cittadini che ci chiedono il perché della mancata programmazione della sesta edizione del Palio – spiega Daniela Marcia, la presidente di Etnos – che noi speriamo di organizzare almeno alla fine dell’anno».
Attestati di incredulità e solidarietà da parte della città ormai abituata ad una iniziativa che rappresenta uno degli eventi consolidati per il successo di pubblico e di partecipazione. «Non abbiamo i fondi per poter iniziare una programmazione della manifestazione – afferma la presidente di Etnos - purtroppo ci siamo ritrovati dal Palio dello scorso anno con grossi debiti che non siamo riusciti a risanare».
Il vicepresidente dell’associazione Sergio Carta denuncia la mancata concessione di una parte dei contributi promessi allora dall’assessorato alla cultura per realizzare l’evento che costa circa 28mila euro. «Non ci sono stati riconosciuti tutti almeno quelli concordati col Comune – afferma - abbiamo parlato con l’ufficio cultura e ci avevano garantito quello che c’era stato dato negli anni precedenti ossia 9mila euro, mentre dopo quattro mesi dalla fine del Palio del 2017 ce ne sono stati erogati 4.500». Consapevoli delle difficoltà economiche, l’associazione Etnos è convinta che la corsa all’anello, una tradizione recuperata nel 2013 dopo sessant’anni di assenza, sia una delle priorità nelle scelte in un settore come quello culturale e il Palio rappresenta per la comunità turritana elemento di crescita e di investimento economico per il futuro.
«Ci teniamo a precisare che la nostra associazione è un organismo non profit e tutte le risorse messe in campo - aggiunge Daniela Marcia - arrivano da nostre iniziative, sfilate o serate, dagli sponsor e dai contributi». La speranza è di potere riprendere un dialogo collaborativo con le istituzioni per una auspicabile continuità dell’iniziativa che oggi si presenta vestita di nuovo, contraddistinta da un proprio marchio realizzato dalle mani artistiche degli stessi volontari dell’associazione.
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