Il consigliere regionale di Progetto Sardegna rivolge un appello all’assessore regionale alla Sanità
ALGHERO - «Il distretto sanitario di Alghero ha bisogno dell’istituzione di un’unità per la valutazione dell’Alzheimer». Mario Bruno, consigliere regionale di Progetto Sardegna, rivolge un appello all’assessore regionale alla Sanità per chiedere l’apertura nel territorio di un centro per il monitoraggio e la cura di questa malattia degenerativa che colpisce non solo gli anziani. «La struttura –argomenta il consigliere algherese– è necessaria per due motivi: l’incidenza dei dati epidemiologici dell’Alzheimer nel nostro territorio e il suo inserimento come patologia di rilevanza sociale all’interno del piano sanitario regionale. Secondo uno studio a livello nazionale, che si basa sulla frequenza rispetto all’età, solo in città vi sarebbero almeno 700 persone affette dal morbo. Una stima prudenziale, che tiene conto solo dei casi acclarati tra gli ultraottantenni e più facili da individuare, trascurando la quota rilevante di popolazione con più di 65 anni e potenzialmente a rischio Alzheimer. Ad Alghero, su un totale di 38 mila residenti, ben 7696 sono over 65. Stando alle statistiche l’1,4% è a rischio, ma i dati epidemiologici rilevati dalla clinica Neurologica di Sassari dicono che nel nostro territorio l’incidenza della malattia è ancora più significativa; spesso poi questo carico di sofferenze grava interamente sulle famiglie che, altrettanto frequentemente e per varie ragioni, non si avvalgono dei supporti medico-assistenziali esterni. Tuttavia la creazione di un’unità di valutazione, con personale altamente specializzato, è indispensabile anche alla luce del Piano sanitario regionale che ha inserito l’Alzheimer tra le patologie di particolare rilevanza sociale. Allo stato attuale solo le Unità di valutazione di Sassari possono diagnosticare e impostare una terapia adeguata, a prezzo comunque di tempi di attesa di diversi mesi, incompatibili con le esigenze dei pazienti. In città l’unica struttura che opera è il Cim che ha un carico di lavoro spropositato dovendo monitorare tutti i pazienti psichiatrici». «Ritengo –conclude Bruno– che alla luce di questi dati, delle dinamiche di invecchiamento della popolazione residente e della cronica emergenza in cui opera il Cim (Centro d’igiene mentale) sia assolutamente necessario un incontro operativo, da tenere a settembre, come peraltro concordato con l’assessore regionale alla Sanità».
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