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Mariangela Pala 9 dicembre 2017
Bacino galleggiante affondato: interrogazione Pd
A tutt’oggi permane la situazione originale di affondamento e non si vede nessuna attività tendente al recupero, dopo che anche la Capitaneria ha avvertito e diffidato il proprietario nel farlo in tempi ragionevoli


PORTO TORRES - Nel marzo scorso a causa di un forte vento di maestrale è naufragato un pontone utilizzato come base operativa di due gru. Il bacino galleggiante era affondato a 70 metri dalla mantellata esterna del molo di ponente. Agli inizi di marzo la Capitaneria annunciava che un team di esperti di recuperi subacquei proveniente da Trieste avrebbe recuperato il natante e successivamente lo avrebbe rimorchiato verso un porto siciliano pronto per essere venduto.

«Lo stesso, ancora oggi a distanza di mesi, si trova appoggiato al basso fondo prospiciente la banchina dell'antemurale di ponente nel porto civico – sostiene la segreteria cittadina del Partito Democratico - eppure eravamo a conoscenza del forte interesse da parte dell’Autorità Portuale per garantire il recupero di tale mezzo». A tutt’oggi permane la situazione originale di affondamento e non si vede nessuna attività tendente al recupero, dopo che anche la Capitaneria ha avvertito e diffidato il proprietario nel farlo in tempi ragionevoli.

A fronte di tale situazione «vorremmo sapere dal sindaco se ha attivato successivamente all'incidente procedure fra enti, - chiede il segretario Pd Mirko Luiu - coinvolgendo l’Arpas regionale per verificare l’inquinamento delle acque prospicienti quella zona, con l’eventuale accertamento di danni all’ecosistema e infine per sapere se vi sono iniziative per le quali l'amministrazione comunale abbia sollecitato chi di competenza alla rimozione del relitto, e se vi è una proposta progettuale di come verrà recuperato e i tempi di quando e come verrà effettuato». La Capitaneria aveva escluso allora ogni problema di inquinamento.
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