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Antonio Burruni
18 luglio 2007
Caso Nuvoli: «Bisogna stringere i tempi»
Tommaso Ciacca, l’anestesista di Perugia che martedì è stato fermato dai Carabinieri prima che staccasse il respiratore artificiale di Giovanni Nuvoli, ha scritto una lettera aperta al presidente nazionale dell’”Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri”

ALGHERO - «Vi chiedo di intervenire nei tempi più brevi, ore, minuti e giorni per dare a Giovanni Nuvoli un aiuto concreto, per una rapida soluzione che sia di aiuto anche ai medici che lo stanno seguendo». Comincia così la lettera aperta che Tommaso Ciacca, l’anestesista che martedì avrebbe dovuto staccare il respiratore artificiale dell’ex arbitro algherese, ha scritto ad Amedeo Bianco, presidente nazionale dell’”Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri”, ed ai presidenti degli ordini provinciali. La missiva del medico di Perugia prosegue nello specifico: «Analizzando la situazione clinica ed umana di Giovanni Nuvoli, nessun medico che ispiri il proprio comportamento oltre che alla conoscenza tecnico scientifica anche al rispetto dei diritti della persona, fondamento dell’esercizio della medicina, può rimanere indifferente a tre chiari ed inequivocabili elementi in essa presenti: il rifiuto della terapia da parte del paziente, il suo diritto cioè a non essere obbligato a un qualsiasi tipo di trattamento sanitario; l’assoluta consapevolezza con la quale il paziente esprime questa volontà; le indicibili sofferenze che tale terapia gli procura ogni giorno. Questi elementi comportano una progressiva urgenza ogni giorno, ogni ora, ogni minuto che passa e mi spingono ad appellarmi a voi perché possiate contribuire a interrompere immediatamente la tortura». Ad avvalorare le sue tesi, Tommaso Ciacca richiama alcune leggi, come l’articolo 32, comma 2, della Costituzione italiana, l’articolo 5 della Convenzione di Oviedo e, tra le altre, l’articolo 52 del Codice Deontologico del 2006, che riguarda le torture ed i trattamenti disumani. Ora, la risposta dei massimi vertici dell’”Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri” è richiesta anche da Ignazio Marino, presidente della Commissione Sanità, che, ci tiene a sottolinearlo, chiede un chiarimento come medico e non come parlamentare. La spiegazione è tutta in una frase: «Io stesso, un giorno, potrei trovarmi a decidere nei confronti di un paziente che mi chiede qualcosa del genere».
Nella foto: Giovanni Nuvoli
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