Questa sera, per la decima edizione di Mare e Miniera 2017, in Piazza del Nuraghe, OfficinAcustica presenta Anna Lisa Mameli, “L’ultima sciamana. Il Messico di Chavela Vargas”
SANT'ANNA ARRESI - La programmazione estiva di Mare e Miniere si concluderà oggi (lunedì), alle ore 22, in Piazza del Nuraghe, a Sant’Anna Arresi, con il concerto “L’ultima sciamana. Il Messico di Chavela Vargas”, che vedrà protagonista la cantante Anna Lisa Mameli, accompagnata per l’occasione da Corrado Aragoni (piano, arrangiamenti e direzione musicale), Tonino Macis (chitarra), Massimo Spano (contrabbasso) ed Alessandro Garau (percussioni). Mescolando una selezione di brani del repertorio della cantante messicana, con parti recitate, Mameli ricostruirà la vita artistica di Vargas, voce simbolo della musica sudamericana.
Interprete straordinaria del repertorio popolare messicano, e “tante vite” da raccontare, Chavela Vargas nasce in Costarica nel 1919 e cresce lontana dagli affetti della famiglia, sperimentando fin da piccola il dolore della solitudine e dell’emarginazione. Appena adolescente, sale su un aereo e scappa in Messico, “il maschio d’America”, come amava definirlo, che l’avrebbe accolta e, come un padre, le avrebbe insegnato il coraggio della libertà e della coerenza; Il Messico che avrebbe visto la sua arte nascere e trionfare. Recentemente scomparsa, all’età di 93 anni, dopo una vita avventurosa, ricca di amori (Frida Kahlo fra questi), disperazione, sconfitte e rinascite, Vargas ci offre un raro esempio di dignità, forza e determinazione, che, pur filtrata dalle imprescindibili fragilità dell’animo umano, conserva integro e cristallino il suo messaggio di verità.
Verità che si fa bandiera di un'esistenza umana ed artistica profondamente significativa e priva di compromessi. In ogni verso delle sue canzoni, Chavela porta in scena frammenti della sua storia e della sua anima, ed in ogni melodia, la sua voce “tragica” rende sonori la solitudine e il silenzio. Le canzoni di Chavela Vargas, le sue verità e le sue storie, accompagnano con forza, intensità, leggerezza e crudele ironia, nel suo mondo così terreno e così surreale, facendo tornare, come recita il verso di una sua canzone, «alle cose semplici, ai vecchi luoghi dove abbiamo amato la vita».
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