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A.B.
5 giugno 2007
Sanità: Lo sport come attività di integrazione sociale
“Le Aquile”, la squadra del centro diurno del Centro di salute mentale di Alghero, vola a Palinuro per la “VII manifestazione nazionale Anpis”, tra beach volley, calcio a 5 ed incontri culturali

ALGHERO - Hanno fondato una squadra di calcio, perché attraverso lo sport è possibile avviare un percorso di integrazione e inclusione sociale. Con questa, a partire da ieri, lunedì 4 Giugno sino a venerdì 8, parteciperanno a Pisciotta-Palinuro, in provincia di Salerno, alla “VII Manifestazione Nazionale Anpis”, l’evento organizzato dall’Associazione Nazionale Polisportive per l’Integrazione Sociale. Qui si confronteranno in amichevoli scontri con altri giovani, tra partite di beach volley, calcio a cinque, trekking, vela e basket, oltre a vivere anche momenti culturali. Si tratta de “Le Aquile”, il team che da circa sette mesi è stato creato, presso il Centro di Salute mentale di Alghero, da alcuni operatori e quindici utenti del Centro Diurno. Si allenano periodicamente al campo della Cunetta ad Alghero, perché sono della convinzione che anche il gioco di squadra favorisca la condivisione, il senso di appartenenza, la socializzazione, la costruzione ed il rispetto delle regole, elementi essenziali per la convivenza civile. La manifestazione che si svolge a Palinuro, e che vedrà impegnati gli “atleti” del Centro Diurno di Alghero, coinvolge millecinquecento persone. Vi prendono parte diverse associazioni sportive per l’integrazione, a carattere nazionale e regionale. Dalla Sardegna, aderisce anche la squadra “Senza Riserve” del Dipartimento di Salute Mentale di Nuoro. «Volevamo esserci ad ogni costo – ha detto la dottoressa Maria Rosa Rassu, del Centro Diurno di Alghero – e per noi “Le Aquile” hanno già vinto così, con la loro presenza. Per loro il calcio è uno sport di squadra che aggrega e diverte, non importa vincere ma stare insieme, divertendosi. Hanno già vinto – prosegue – perché in molti hanno creduto nell’iniziativa e con il loro contributo hanno permesso a questi giovani di essere presenti alla manifestazione». La partecipazione infatti è stata possibile grazie alla sensibilità e generosità di diversi sponsor pubblici e privati che hanno mostrato un atteggiamento solidale, dando prova di conoscere le tematiche legate alla salute mentale e considerando un impegno sociale il loro intervento. «La Provincia di Sassari, con l’Assessorato allo Sport e Trasporti e l’Assessorato ai Servizi Sociali, ha contribuito in maniera importante – sottolinea la dottoressa Rassu – ma anche la ditta “Fratelli Marras” ha fornito tutta l’attrezzatura necessaria al gioco per 22 atleti. L’assessorato allo Sport del Comune di Alghero poi ha garantito un suo contributo». «Il nostro ringraziamento – conclude – va a tutti coloro che hanno voluto sostenere la squadra e che ci hanno fatto pervenire il loro contributo». Con la squadra è nata anche l’associazione sportiva culturale Onlus che porta lo stesso nome (aderisce all’Anpis ed è affiliata Uisp) che opera all’interno del Centro Diurno in collaborazione con gli operatori sanitari dell’Asl sassarese. Di recente l’Associazione ha stretto un gemellaggio con la società sportiva Asd Alghero Calcio femminile, che milita in serie B. Con loro, i “giocatori” del Centro diurno, imparano schemi di gioco e si preparano atleticamente sotto il controllo dell’allenatrice dell’Asd, Rossella Soriga. L’attività, curata dagli operatori del Centro diurno e molto gradita dagli utenti e dai loro familiari, rientra tra gli interventi di promozione della salute mentale svolti dal Dipartimento di Salute Mentale della Asl n. 1. Il gioco infatti rappresenta un elemento terapeutico fondamentale in quanto consente l’espressione di sé, l’attivazione delle risorse individuali, l’apprendimento attraverso l’esperienza.
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