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A.B. 2 giugno 2007
Sassari: Prosegue il recupero dell’ex ospedale psichiatrico


SASSARI - È destinato a diventare una vera e propria cittadella sanitaria immersa nel verde all’interno della città di Sassari. Oltre quattro ettari di terreno sui quali sorgono quindici edifici che rappresentano la storia della sanità sassarese. Alcuni di questi sono già sede di servizi dell’Asl n. 1 altri ancora, una volta completato il loro restauro, ospiteranno uffici amministrativi e sanitari sempre dell’Azienda sanitaria sassarese. Si tratta dell’ex ospedale psichiatrico di via Rizzeddu che attualmente ospita la sede del Dipartimento di salute mentale, al quale fanno capo le tre comunità protette che si trovano all’interno del parco: gli “Ulivi” (ex colonia lavorativa per pazienti “stabili”), le “Ginestre” (ex reparto “agitati”) ed i “Mandorli” (ex reparto “sudici”) che ospitano dai sedici ai venti pazienti e sono sistemate in tre palazzine completamente ristrutturate negli anni passati. Adesso invece, l’Azienda sanitaria sta predisponendo un nuovo bando di gara d’appalto per il restauro di una palazzina liberty, dell’edificio di culto, della casa delle suore e delle ex cucine, che potrebbe essere pubblicato prima dell’estate. L’importo previsto si aggira intorno ai 2milioni e mezzo di euro. Nel progetto è prevista anche la sistemazione impiantistica, elettrica, idrica e di condizionamento di tutto il complesso, compresa la sistemazione delle aree verdi, ricche di essenze pregiate. La Asl n. 1 prosegue quindi nella sua opera di recupero e valorizzazione di stabili di grande importanza e valore, anche per la stessa città. Questo complesso è stato per oltre cento anni il punto di riferimento nel territorio sassarese per l’assistenza e ricovero dei malati psichici. Immerse in un vastissimo parco verde, quelle strutture hanno ospitato centinaia di pazienti. Di loro è rimasta memoria nell’archivio storico del manicomio, chiuso definitivamente alla fine degli anni Novanta (vent’anni dopo la legge Basaglia), quando andarono via anche le suore. Ci sono cartelle cliniche che sono libri di storia ma anche veri e propri “reperti”, risalenti ai primi anni del Novecento. L’archivio storico è conservato in una palazzina, forse la più bella di tutto il complesso, posta alla sinistra dell’ingresso principale e che, assieme alla chiesa e alle ex cucine e casa delle suore,sarà interessata da un’opera di restauro. La costruzione, sino alla fine degli anni Settanta, aveva ospitato, al piano inferiore, il medico di guardia, la biblioteca e l’ufficio del direttore; al piano superiore, l’abitazione del direttore. Un altro edifico, ristrutturato nel 2004 e posto alla destra dell’ingresso, ospita l’Unità operativa di patologia forense. Nel complesso di via Rizzeddu, inoltre, trova sistemazione, nell’edificio conosciuto come “Palazzina M”, l’archivio delle cartelle cliniche al quale gli utenti si rivolgono per ottenere copia del proprio documento di ricovero negli ospedali sassaresi. La “Palazzina I”, infine, viene utilizzata dagli operatori e utenti del Dipartimento di salute mentale come laboratorio teatrale, di ceramiche e per altre attività. All’interno del complesso operano anche alcune associazioni familiari di volontariato come l’Afarp (Associazione familiari per l’attuazione della riforma psichiatrica) che il prossimo 15 Giugno, alle ore 10,30, inaugureranno la loro nuova sede all’interno di uno degli edifici del complesso di Via Rizzeddu (ex “VI donne”). Dal 2006, all’interno del parco, trovano sede anche il Centro Screening (“Palazzina B”) e la direzione del Settore consultori familiari (“Palazzina C”) con il Consultorio familiare prima situato in via Oriani. La ristrutturazione di queste due palazzine, la prima aveva ospitato un reparto maschile (quello delle “osservazioni”) e la seconda uno femminile, è terminata nella prima metà del 2006. La loro ristrutturazione è stata prevista con gare d’appalto pubblicate dalla Asl nel 2004. Quelle gare hanno previsto anche il recupero della “Palazzina H”, i cui lavori sono stati già ultimati e sono in corso le pratiche per il collaudo. Al suo interno si trasferirà la direzione del Dipartimento di salute mentale oltre che il Centro di salute mentale ubicato in via Zanfarino. La spesa dei lavori è stata di circa 2milioni e mezzo di euro, resa possibile grazie ai fondi previsti dall’articolo 20 della legge 67/88. Attualmente è in corso la ristrutturazione della “Palazzina F” (costo dell’opera un milione di euro), dove troveranno sistemazione gli organi collegiali della Asl, cioè le commissioni di invalidità e altri servizi sanitari, ora a San Camillo. Il complesso di via Rizzeddu ha una storia ultra centenaria, che affonda le sue radici in una delibera del 1897 dell’amministrazione provinciale, con la quale si disponeva di realizzare il manicomio provinciale. La costruzione dell’ospedale iniziò quindi nel 1898 e si concluse nel 1903. Il manicomio aprì nell’Aprile del 1904. La legge (la numero 36) dal titolo “Disposizioni sui manicomi e sugli alienati” avrebbe disposto la costruzione degli ospedali psichiatrici soltanto il 14 Febbraio 1904. L’ospedale psichiatrico era diviso in due. A destra c’era la zona riservata agli uomini, con gli edifici cosiddetti “II uomini” e “VII uomini”; a sinistra le donne, con il “I, II, III e VI donne”. Ma prima di accedere a questi “reparti”, i malati passavano per “Le osservazioni”, dove venivano sistemati per un breve periodo.
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