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Attilio Dedoni
5 febbraio 2017
L'opinione di Attilio Dedoni
Oggi paghiamo il bluff sulle entrate del 2014
L’impugnazione dell’assestamento di bilancio da parte del Governo per la mancata copertura della spesa va di pari passo con la nuova vertenza con lo Stato auspicata dal presidente della Commissione Bilancio, con l’assenza di risposte alla crisi del comparto ovicaprino, con il disavanzo apparentemente irrisolvibile della sanità e con tutti gli altri problemi della Sardegna che la Giunta regionale non è riuscita ad affrontare in questi tre anni: l’accordo Paci-Padoan sulle entrate erariali si è rivelato quel bluff che abbiamo denunciato sin dal primo istante e oggi ci troviamo a pagarne le conseguenze.
Il principale problema di cui soffre la Regione in questo momento è che, nonostante l’assessore Paci continui a sostenere che la vertenza sulle entrate è stata risolta con esiti trionfali, nelle sue casse non c’è un euro da spendere per dare risposte ai bisogni della Sardegna. I problemi non si risolvono con le firme e Paci ha la gravissima responsabilità di non essere stato capace di riscuotere le entrate di cui lo Stato era e continua ad essere debitore. Il ritiro dei ricorsi per ottenere il versamento delle quote erariali ha portato al disastro annunciato. Ora l’assessore cerca di gettare fumo negli occhi ai sardi, smentendo anche quanto sostenuto dal presidente della Commissione, insistendo sul fatto che la vertenza entrate è stata risolta e che gli accantonamenti sono una partita distinta, ma la verità è che lo Stato si è inventato un altro trucco per non pagare e la Regione, grazie all’accordo sottoscritto nel 2014, si è privata degli strumenti per costringerlo ad onorare i debiti.
Davvero Paci non si rende conto di quanto si scada nel ridicolo sostenendo che si è ottenuto il versamento delle entrate, ma che non c’è qualche decina di milioni di euro da stanziare per i pastori che muoiono di fame? La verità è che, sin dall’inizio della legislatura, l’assessore si è fatto imbrogliare dal “Governo amico” e ha pensato di poter rimediare prendendo in giro i sardi con i suoi giochi di parole. Era inevitabile che prima o poi i nodi venissero al pettine. Adesso è il momento di assumersi le responsabilità, di riconoscere il fallimento e di trarre le dovute conseguenze.
* capogruppo dei Riformatori Sardi–Liberaldemocratici in Consiglio regionale
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