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Red 30 gennaio 2017
Life Asap: botanici cagliaritani all´opera
3mila specie aliene minacciano l’ecosistema. Dal giacinto d’acqua all’agave all’ailanto: a rischio salute, economia e attività dell’uomo. Ogni anno, circa 12miliardi di euro di danni nei paesi dell’Unione Europea


CAGLIARI - Si intensifica a livello continentale la caccia alle specie aliene, di mare e di terra. A guidare la filiera di ricerca internazionale un gruppo di specialisti dell'Università degli studi di Cagliari. Guidati da Annalena Cogoni (Dipartimento Scienze della vita e dell'ambiente), curano gli aspetti botanici del progetto nazionale Life Asal (Alien species awareness program). Un percorso triennale atto a ridurre il tasso di introduzione di specie aliene invasive e mitigarne gli impatto. Tra queste, giacinto d’acqua, agave, ailanto. Il team di Cogoni, in collaborazione con il Centro servizi orto botanico, sarà fulcro di una rete nazionale di soggetti tesi a sensibilizzare cittadini e istituzioni. Tra questi, Società botanica italiana, Orti botanici di Catania, Roma e Siena, Crea (Bagheria), Cirbfep (Roma) e l'azienda florovivaistica Sgaravatti Land (Capoterra). Il progetto, cofinanziato dalla Commissione europea, ha il sostegno economico del Ministero dell'Ambiente, tutela territorio e mare, ed è coordinato da Ispra con Federparchi, Legambiente, Nemo, Regione Lazio, Unicity ed Università di Cagliari.

Il progetto (presentato a Roma il 13 gennaio), ha nel mirino le specie aliene invasive. Organismi introdotti dall’uomo al di fuori dell’area di origine, che si insediano in natura e causano impatti sull’ambiente o sulla vita umana. Inoltre, sono responsabili della perdita di biodiversità, della distruzione degli habitat e minacciano l’esistenza di molte specie autoctone. «Le specie aliene invasive danneggiano il nostro patrimonio naturale e hanno un impatto sociale ed economico stimato in oltre 12miliardi di euro ogni anno nella sola Unione europea. Il fenomeno è in aumento: in Europa il numero di specie aliene è cresciuto del 76percento negli ultimi trent'anni», dichiara Annalena Cogoni. Nel Mediterraneo, anche per i cambiamenti climatici in atto, le specie aliene invasive sono la principale minaccia alla biodiversità. Oltre all’accesso da porti e aeroporti, la loro diffusione è legata al commercio di piante esotiche ed animali da compagnia, attività di pesca sportiva e venatoria eccetera. In Italia, sono presenti oltre 3mila specie aliene, introdotte spesso volontariamente, di cui oltre il 15percento invasive. «Anche i nostri mari sono caratterizzati da elevati tassi di invasione di specie aliene. Il numero di specie marine aliene nel Mediterraneo è più che raddoppiato tra il 1970 e il 2015, con 150 nuove specie registrate negli ultimi 15 anni. Molte specie marine arrivano dal canale di Suez: 186 sono arrivate in Italia da questa via d’acqua e - rimarca la professoressa Cogoni - il loro numero è destinato ad aumentare». In Italia il numero di specie aliene è salito del 96percento negli ultimi trent'anni.

Le specie aliene invasive hanno impatti in Italia sulla biodiversità (gambero rosso americano, scoiattolo grigio, tartaruga palustre americana, caulerpa e robinia), su economia (nutria, cozza zebrata, fitofagi come il cinipede del castagno e la cimice del pino) e sulla salute umana (ambrosia e zanzara tigre). Ma ci sono minacce nuove: il calabrone asiatico, arrivato in Italia nel 2012 è una grave minaccia per le api, o il Marmorkreb, gambero di origine nordamericana, da pochi anni nel nostro Paese, causa gravi danni agli ecosistemi d’acqua dolce. In risposta all’emergenza le istituzioni hanno adottato diverse normative. Nel 2014, è stato approvato sul tema da Parlamento europeo e Consiglio dell’Unione europea il Regolamento 1143/2014, in vigore dal 1 gennaio 2015. Il Progetto Life Asap nasce anche da queste indicazioni.

Nella foto: Annalena Cogoni



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