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Antonio Burruni
25 aprile 2007
“C’era una volta la Sanità” Attacchi alla Dirindin
Nel secondo incontro organizzato dai GiovaniUniti per analizzare la situazione sanitaria in Sardegna, si sono tutti trovati d’accordo nell’indicare l’assessore Regionale quale produttrice di problemi più che utile strumento di soluzione. Il senatore Massidda pronto a denunciare il medico che aiuterà Giovanni Nuvoli a morire

ALGHERO - «Questo Piano Sanitario è solo un sogno. Si stanno vendendo sogni. Noi puntiamo all’abbattimento delle liste d’attesa per le prestazioni ospedaliere e dobbiamo puntare sugli uomini. Grandi professionalità da esaltare. Meritocrazia e meno politica nella Sanità. Bisogna dare fiducia agli operatori ed ai pazienti, che non devono essere considerati clienti. Ma purtroppo, in Sanità, due più due non sempre fa quattro». Questo un passaggio del discorso dell’ex assessore Regionale alla Sanità Roberto Capelli, intervenuto a “C’era una volta la sanità”, secondo convegno-incontro organizzato dai GiovaniUniti, svoltosi ieri sera nella sala di San Francesco ed aperto dal presidente del movimento, Francesco De Rosa. Obiettivo degli strali del consigliere regionale, l’attuale delegata regionale Nerina Dirindin. «Qualsiasi intervento fatto dalla nostra parte politica viene chiamato “clientelismo” –afferma Capelli – se invece lo fa la Dirindin è uno “stato di necessità”. Quando si insediò, disse di voler evitare gli interventi della politica in campo sanitario, invece proprio lei ha il più alto numero di interventi di richiesti per sanare questi stati di necessità. Il Piano Sanitario Regionale – conclude – è il frutto dell’aver sentito tanti, ma non aver ascoltato nessuno. E’ una concertazione sorda». Sullo stesso piano l’intervento del Senatore Piergiorgio Massidda, vice presidente della Commissione d’Inchiesta sul Comparto Sanità, che ha analizzato la parte economica della situazione sanitaria sarda, presentando anche esempi personali. «La Sanità attuale non è la Sanità che vogliamo. Qualcuno mi dovrà spiegare com’è possibile che alcune Asl in Sardegna vengano gestite da professionisti non sardi, semi-falliti in altri comparti». Massidda ha anche commentato la situazione di Giovanni Nuvoli, alla luce delle ultime dichiarazioni dell’ex arbitro algherese. «Ho sentito dire che è già stato trovato il medico che aiuterà Nuvoli a morire – annuncia – Lo voglio avvertire che se farà qualcosa di contrario alla legge, lo denuncerò immediatamente, così come denuncerò – conclude – tutti quelli che vorranno strumentalizzare il dolore di un uomo e di una famiglia». L’intervento del sindaco Marco Tedde è invece iniziato ricordando che la Sanità non è un tema che appartiene ad una sola parte politica e che produce interrogativi di difficile soluzione, per carenze di risorse finanziarie, umane e di strutture. «La Sanità dev’essere vista con gli occhi dell’ammalato – afferma Tedde – Invece, la riguarda con gli occhi degli operatori sanitari, o peggio, con quelli dei politici di turno che vogliono solo avere visibilità. La Sanità algherese è malata – prosegue – tra molte ombre e poche luci, rappresentate dalla professionalità e competenza della maggior parte degli operatori e del prestigio delle nuove unità. Il comparto sanitario algherese merita di essere potenziato. Sento parlare spesso di nove milioni di euro di fondi regionali pronti, ho proposto a Soru di inserire nell’intesa che abbiamo firmato pochi giorni fa la spendibilità immediata di quei soldi e lui mi ha chiesto dov’erano. Gli ho risposto che deve essere lui a dircelo. Mi auguro di rivederci qui tra quattro anni – ha concluso - in un convegno dal titolo “La Sanità c’è”». Assai accorato l’intervento dell’coordinatore dei GiovaniUniti Christian Mulas, da sempre impegnato nel comparto sanitario algherese on veste di volontario. «La maggior parte degli ammalati sardi – ha dichiarato – non può ricevere nella sua Isola il trattamento necessario ed è quindi costretto a fare i cosiddetti “viaggi della speranza”. Spesso è una vera e propria corsa contro il tempo». Mulas si scaglia decisamente contro la Dirindin « Ricordo una sua intervista sulla Nuova Sardegna in febbraio, dove diceva che tutta la discussione in aula sul comparto sanitario le “aveva fatto perdere un mese di vita”. Penso dovrebbe vergognarsi per una battuta così infelice nei riguardi dei trentunmila sardi malati d tumore». I GiovaniUniti, in quest’occasione, hanno annunciato che stanno portando avanti una petizione popolare per chiedere le dimissioni di Nerina Dirindin e del manager della Asl n. 1 di Sassari Bruno Zanaroli. L’ex consigliere regionale Noemi Sanna, nel suo intervento, ha evidenziato che «nel Libro dei Sogni scritto dalla Regione, Alghero occupa solo una riga e mezzo. Solo la fine di un capoverso che inizia parlando dell’Ospedale Santissima Annunziata di Sassari. Accetto l’ignoranza – ha concluso sanna –ma non la malafede». Anche Gianfranco Becciu, consigliere comunale del Muc, ha puntato il dito sui «”Furbetti del quartierone dell’Asl”, che hanno deciso che l’Azienda Sanitaria n.1 non si deve occupare di tutto il territorio, ma solo delle strutture di Sassari. E’ anni che non arlo della Sanità algherese – prosegue – perché sarebbe un inganno per i cittadini. Ormai la Asl – ha concluso – viene ritenuta soltanto il “Palazzo rosa” dove ha sede l’ufficio del “fantozziano mega-direttore».
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